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Pescara, 22/06/2026
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Data: 29/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Parlamentari, tagli sanati dal gettone. Stipendio intatto, sforbiciatina alle indennità e una nuova entrata

ROMA. Martedì la Camera ha annunciato il taglio degli stipendi dei parlamentari, ma a Montecitorio sta per nascere un'altra identità: il gettone di presenza in commissione. Da una parte si taglia (senza far male), dall'altra si aggiunge. Gianfranco Fini, presidente della Camera, aveva annunciato qualcosa di un po' diverso: «Il taglio deve ammontare al 10% di tutto lo stipendio e non solo di una parte, sennò non è del dieci per cento». E ancora: «Quando si chiedono comportamenti virtuosi, i parlamentari hanno il dovere di assumerne di analoghi», aveva detto. Giusto, s'era pensato.
Martedì i «comportamenti virtuosi» sono venuti alla luce. Niente tagli allo stipendio vero e proprio (5mila 486 euro e 58 centesimi netti), sforbiciata di 500 euro a 4mila 3 euro sulla diaria di soggiorno e di altri 500 ai 4190 destinati al rapporto «eletto-elettore», quelli da cui si attingono anche gli stipendi dei collaboratori, i portaborse, che verranno penalizzati e che già protestano.
Mille euro, però, non sono il 10% dell'appannaggio dei parlamentari, né considerando il lordo (21mila euro totali) né considerando il netto. Senza contare che i tagli previsti sono stati pensati in modo che non incidessero sulla parte previdenziale. Salve, dunque, le pensioni dei parlamentari. Da una parte si taglia, dall'altra si inventa la nuova entrata: il gettone. E qui va spiegato che i parlamentari svolgono il loro mandato in due modi: votando ed intervenendo in aula (ma molti sono assenti cronici) e partecipando ai lavori di Commissioni e Giunte. Ogni parlamentare può iscriversi a due commissioni. Le commissioni si riuniscono in media un paio di volte a settimana. Dieci gettoni al mese. Da quanto? Si sta studiando

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