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Pescara, 22/06/2026
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Data: 29/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il dopo terremoto - Berlusconi: «Riprendiamo in mano tutto. Purtroppo le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare l'avvio ai lavori»

«Abbiamo deciso con Gianni Letta: riprendiamo nelle mani come governo, come presidenza del Consiglio e come dipartimento della Protezione civile, la fase 2, quella della ricostruzione dell'Aquila». L'annuncio, fragoroso, arriva in serata ed è il premier Silvio Berlusconi a darlo nel suo intervento alla Farnesina per la settima conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo. Presentando una guida che ripercorre i risultati di due anni di governo, il presidente del Consiglio, tra i successi dell'esecutivo, cita la tempestività degli interventi dopo il sisma. «Abbiamo saputo reagire al terremoto - spiega - costruendo in 10 mesi abitazioni antisismiche per oltre trentamila persone collegate a scuole, asili, negozi e chiese. Abbiamo stanziato 15 miliardi per le abitazioni. Ne abbiamo spesi meno di due e, dunque, ce ne sono 13 da spendere per la ricostruzione. Purtroppo le istituzioni locali non hanno saputo intervenire per dare il via ai lavori e, quindi, riprendiamo nelle mani la ricostruzione». Insomma: «Tornano i nostri». Con bocciatura fragorosa degli enti locali, praticamente commissariati. Non sembra che sia il voto anche della pagella del commissario e presidente della Regione, Gianni Chiodi, perché, in mattinata, è proprio lui, in un incontro con Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Gianni Letta e Guido Bertolaso a chiedere di essere affiancato «da due vice commissari che dovranno essere figure tecniche per rafforzare la struttura commissariale nell'attività di ricostruzione e rilancio». Alla fine ne avrà probabilmente uno. Però, in qualche modo, le parole di Berlusconi non sembrano una promozione neanche per Chiodi, commissario governativo e presidente della Regione, quindi di uno degli enti complessivamente bocciati. Stesso discorso per il sindaco e vice commissario, Massimo Cialente. E, poi, se torna, ma è andata mai via?, la Protezione civile, con il suo capo Guido Bertolaso, che ruolo avranno il commissario Chiodi e il vice commissario Cialente? Dure le prese di posizione di Pierluigi Bersani e Rosy Bindi: «Inaccettabile il tentativo di delegittimazione delle istituzioni locali». Durissimo Giovanni Lolli: «...Berlusconi impazzisce e, dopo sette mesi in cui si è totalmente disinteressato dei problemi della città, improvvisamente, in spregio di tutto ciò che stabiliscono le leggi e la Costituzione, vorrebbe imporre "l'occupazione" da parte della Protezione civile... all'Aquila c'è bisogno di norme certe e finanziamenti certi, in cassa, ovviamente, non solo a chiacchiere». Infuriato Cialente: «L'Aquila non è Kabul, si adombra una nuova occupazione». Chiodi, ieri, ha fatto richiesta anche di un nucleo di lavoro stabile alla Protezione civile composto da uno o più rappresentanti di ogni dicastero competente che rappresenti l'interfaccia tra la gestione commissariale e il governo in modo da semplificare le procedure e creare un canale istituzionale di comunicazione diretta. Chiesta, infine, l'assegnazione della parte restante dei 350 milioni di euro che «occorrono per saldare i debiti contratti dalla Protezione civile nella gestione dell'emergenza». La Protezione civile ha subito precisato di «non aver lasciato debiti», sottolineando che nel corso dell'incontro «non si è mai parlato di debiti, anche perché non ce ne sono». «Al passaggio delle consegne - ha proseguito - il Dipartimento ha rendicontato tutte le proprie spese a tutti e due i rami del Parlamento, trasmettendo il verbale del passaggio di consegne dove dei debiti non si trova traccia. Forse la cifra a cui si fa riferimento è quella necessaria a fronteggiare le esigenze che dal 1° febbraio sono in capo al commissario presidente della Regione». «Sono spese effettuate nel momento dell'emergenza che ora si sta provvedendo a coprire finanziariamente» ha precisato Chiodi. Comunque, di questi fondi, destinati alle imprese per il ristoro dei danni, alle aziende che hanno effettuato lavori, ai cittadini in autonoma sistemazione, agli albergatori che ospitano e che hanno ospitato i terremotati, sono stati già assegnati 130 milioni di euro. Ne mancano 220: «Il Governo ha assicurato che li assegnerà presto».

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