L'AQUILA. La città devastata torna a essere terreno di scontro politico. «È veramente ora di smetterla. Gli aquilani sono stati presi in giro anche troppo. Il compito di Berlusconi è di ascoltare quel che dicono gli aquilani e lavorare per dare finalmente norme certe e risorse certe per la fine dell'emergenza e per la ricostruzione, com'è stato fatto per gli altri terremoti». Così, a 24 ore dalla visita in città con 140 parlamentari del suo partito, Pier Luigi Bersani replica a Berlusconi. «Si convinca», aggiunge il segretario Pd, «che qui non ci vogliono miracoli, ma fatti veri e quella serietà che, in circostanze del genere, dovrebbe essere il primo dovere di chi governa». Critico anche Giovanni Lolli. «Dopo la visita dei colleghi del Pd, che si sono messi a disposizione con spirito unitario e costruttivo, Berlusconi impazzisce e, dopo 7 mesi in cui si è totalmente disinteressato della città, improvvisamente, in spregio di tutto ciò che stabiliscono le leggi e la Costituzione, vorrebbe imporre l'occupazione da parte della Protezione civile. Quello di cui c'è bisogno è lo stesso che è stato fatto per altre aree terremotate: norme certe, e finanziamenti certi, in cassa, ovviamente, non solo a chiacchiere. Tutto ciò si dovrebbe fare insieme, lasciando che popolazioni e rappresentanze istituzionali possano avere ruolo e protagonismo».
LA GITA. In mezzo, un velenoso botta e risposta tra Chiodi e Michele Ventura vicepresidente vicario dei deputati Pd. Chiodi: «Non commento le gite scolastiche. Abbiamo bisogno di gente che si rimbocca le maniche e non di chi fa politica politicante». Risposta: «Il governatore dovrebbe vergognarsi. Lui, il suo partito, Berlusconi che, lui sì, ha fatto tante gite in Abruzzo e i media compiacenti, ci hanno nascosto la verità sull'Aquila distrutta, vuota e senza cantieri».