PESCARA - Tentazione d'estate. Se ne parla in commissione Bilancio tra un emendamento e l'altro Alla legge taglia-indennità, pronta a essere infilata tra le pieghe di una discussione che si trascina da mesi. L'indennità per il vice capogruppo regionale si materializza all'improvviso qualche giorno fa, la rivendica il gruppo del Pdl perchè è corposo, più numeroso di tutti gli altri e quindi, signori, che fatica. Ci vogliono soldi per chi lavora e anche per chi fa le veci. La proposta viene respinta al mittente ma la maggioranza immagina di ripresentarla sotto mentite spoglie magari in autunno, magari con una legge ad hoc. Alla faccia del risparmio.
Fatta, invece, la legge che taglia gli stipendi ai consiglieri regionali. Senza più alibi senza più scuse la Commissione Bilancio ieri pomeriggio ha dato il via libera alla legge Pagano che finalmente approderà in consiglio regionale il prossimo tre agosto. Arriva sotto la spinta del buono esempio dei consiglieri Pd che per primi e senza aspettare la legge, si erano tagliati gli stipendi del dieci per cento già dal mese di maggio. Arriva senza il compromesso del rinvio alla prossima legislatura perchè il Pd presenta un emendamento che sposta l'età pensionabile dei consiglieri regionali a 65 anni da subito, e l'emendamento sorprendentemente viene sottoscritto da tutti, anche dalla maggioranza. A rompere gli indugi per prima per la verità è Alessandra Petri, favorevole da sempre all'adeguamento della norma al mondo reale, se le donne andranno in pensione a 65 anni non è possibile che i consiglieri regionali abruzzesi ci vadano a 55, e dietro di lei firmano tutti gli altri. Il "privilegio dei privilegi" cade così alle quattro di ieri pomeriggio. Per la verità una finestrella viene lasciata, è la stessa che nel testo vigente consentiva di abbassare l'età pensionabile da 60 a 55 anni: la nuova norma stabilisce che si andrà in pensione a 65 anni ma chi lo vorrà potrà andare prima se ha già alle spalle almeno cinque anni di consiglio regionale, accorciando di un anno per ogni anno di mandato, ma mai oltre i 60 anni. Qualche paletto in più rispetto alla norma in vigore c'è: prima si poteva andare in pensione a 55 anni indipendentemente dagli anni maturati. Il secondo punto importante della legge è la riduzione delle indennità dei consiglieri del dieci per cento. Dopo aver aspettato le decisioni del governo e verificato che il taglio dei parlamentari riguarda missioni e diarie e non le indennità, la maggioranza ha deciso di procedere alle riduzioni per non perdere la faccia. Il terzo punto riguarda le spese di funzionamento dei gruppi consiliari e stabilisce che la somma annua disponibile per i gruppi venga ripartita «sulla base dei principi di eguaglianza e proporzionalità». In pratica non è concepibile che i monogruppi abbiano a disposizione la stessa somma di un gruppo folto come quello del Pdl composto di 27 persone. Così le spese dei gruppi, che consistono in una quota fissa e in una quota variabile determinata dal numero dei consiglieri, subiranno una variazione sulla base della singole consistenze: ai monogruppi verrà tagliata una somma pari a 300 euro mentre i gruppi maggiori come il Pdl avranno un aumento di circa 1.500 euro. Anche su questa norma c'era chi voleva rinviare tutto alla prossima legislatura, perchè è chiaro che i monogruppi che in Consiglio sono 5 (Verdi, Comunisti italiani, Rifondazione, Mpa di Giorgio De Matteis e Rialzati Abruzzo di Giuseppe Tagliente) dovranno rivedere le spese fatte fino ad oggi e il numero di collaboratori. Ma anche qui c'è stato chi si è impuntato. La legge adesso corre difilato in consiglio regionale e sarà in vigore prima di ferragosto. A meno di imboscate dell'ultimo minuto.