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Pescara, 22/04/2026
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Data: 30/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La Camera dice sì alla manovra Tremonti. Dura reazione delle Regioni. L'Europa contesta le norme sulle quote latte. Errani: «Basta demagogia, previsti tagli insostenibili»

ROMA. Un sì e due schiaffi. Con il passaggio alla Camera (321 sì, 270 no e 4 astenuti) diventa legge la manovra da 25 miliardi voluta da Tremonti, quella che, secondo il presidente del Senato, Renato Schifani «evita all'Italia il rischio di default come è successo per la Grecia».
La manovra viene giudicata positiva da Standard & Poor's perché va «a sostegno del rating». Dura la reazione delle Regioni: «Basta con la demagogia, sono tagli insostenibili», dice Errani.
Ma nel giorno dell'approvazione il governo prende anche due schiaffi: uno dal Tar del Lazio e uno dalla Commissione europea. Il primo sull'aumento dei pedaggi autostradali, il secondo sullo slittamento di sei mesi (dal 30 giugno al 31 dicembre di quest'anno) delle multe per le quote latte ai produttori che non avevano accettato la rateizzazione.
Dal Tar del Lazio arriva lo stop agli aumenti entrati in vigore il 1º luglio. Il governo annuncia il ricorso al Consiglio di Stato perché i pedaggi non sono spiccioli: valgono 83 milioni di incassi quest'anno e 200 il prossimo.
Grande la soddisfazione del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che aveva presentato ricorso assieme a 41 Comuni, alla provincia di Rieti e al Codacons. Ricorsi autonomi erano stati fatti anche dal Comune di Fiano Romano e dalla provincia di Pescara. Esultano le associazioni dei consumatori. Si dicono soddisfatti anche Renata Polverini, presidente del Lazio, e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che però non avevano fatto ricorso.
Nell'ordinanza di sospensione, valida per tutta Italia, i giudici del Tar del Lazio, hanno spiegato che al pagamento deve corrispondere un servizio, «perchè il pedaggio non può essere una mera tassa». In particolare, il Tar si riferisce a tutti i casi che prevedono «il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell'infrastruttura». Insomma dove il pedaggio si paga ai caselli delle autostrade in concessione che si interconnettono con i raccordi autostradali gestiti dall'Anas. «Abbiamo evitato un'ingiustizia», ha detto Zingaretti. «Ora devono essere rimborsati, con gli interessi, i cittadini», dice il Codacons.
Poi c'è la vicenda delle quote latte. Le norme sul rinvio della multa non piacciono alla Ue. «La Commissione europea - dice il commissario all'Agricoltura, Dacian Ciolos - è delusa nell'apprendere che l'Italia ha votato una misura che sembra essere contraria alle regole dell'Ue». La Commissione ha inviato ieri una lettera all'Italia in cui chiede con «urgenza» di essere informata sulla disposizioni approvate. E questo, per capire se le misure «sono in linea con la normativa europea e con gli impegni politici presi dal governo italiano di imporre un'applicazione rigorosa ed effettiva del sistema delle quote latte in Italia». Bruxelles, per la prima volta, mette anche in guardia l'Italia sul fatto che, ogni modifica alle regole fissate nel 2003 sulla rateizzazione delle multe potrebbe violare le regole sugli aiuti di Stato.

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