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Pescara, 22/06/2026
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Data: 30/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi, i sindaci, Ricciuti e Giuliante: per Chiodi è davvero un momento nero

PESCARA - Bastano quattro minuti per far crollare un castello di chiacchiere, in poco meno di 240 secondi la reputazione del commissario alla ricostruzione viene annientata da una secca nota di agenzia con cui Silvio Berlusconi annuncia che riprenderà in mano l'Aquila. Uno schiaffo in piena faccia per il presidente di Regione che in quel preciso istante è alle prese con gli insulti e i fischi dei sindaci abruzzesi che non vogliono rinunciare ai piccoli ospedali. Siamo in consiglio regionale, sono le 19.21 di mercoledì scorso, per Gianni Chiodi è una giornata nera. Nerissima. Alle 19.17 un comunicato a sua firma annuncia gli accordi con Berlusconi e Tremonti sulla ricostruzione dell'Aquila, fondi e tappe comprese, 4 minuti dopo una nota di agenzia riferisce la frase lapidaria di Berlusconi: «Con Gianni Letta abbiamo deciso che riprendiamo nelle mani come governo la ricostruzione».
Commissariato da Berlusconi, preso a male parole dai sindaci, messo all'angolo dalla sua stessa maggioranza prima mercoledì in consiglio regionale con la richiesta di allargare il tavolo del confronto sulla sanità ai presidenti di Provincia (prescrizione suggerita dal coordinamento regionale del Pdl), e infine ieri con l'annuncio di un ordine del giorno di Luca Ricciuti sulla finanziaria. Ed è proprio quest'ultima iniziativa a dare del filo da torcere a Gianni Chiodi. Ricciuti lo smaschera per la seconda volta, ottenendo l'applauso del capogruppo Pdl Gianfranco Giuliante. Ricciuti si accorge che nella finanziaria regionale Chiodi ha inserito i famosi fondi delle assicurazioni per i danni causati dal sisma agli immobili regionali dell'Aquila, e annuncia la presentazione di un ordine del giorno "soppressivo". Avviene tutto in sordina, ma su quella norma si era verificato qualche mese fa una crisi di maggioranza e solo dopo due vertici di partito Chiodi si era impegnato a ritirarla. Ora viene pizzicato di nuovo con le mani nella marmellata. «Plaudo all'iniziativa del consigliere Ricciuti - scrive Giuliante - che col suo odg ripristinerà i termini di un accordo che con fatica si era raggiunto al momento della formulazione della manovra. Tale situazione ricompattò la maggioranza del Pdl. L'accantonamento di 6,88 milioni di euro pagati dalle assicurazioni è stato un passaggio che ha consentito il preannuncio di un voto favorevole alla delibera che il 3 agosto andrà in consiglio regionale. Inspiegabilmente a pagina 2 di tale articolato si preannuncia un utilizzo di tali risorse per l'identico scopo già oggetto di contestazione. Cui prodest riaprire il fronte di coloro che lo contestarono?». Secondo Giuliante quella di Chiodi è una «tigna di ritorno». Scrive così Giuliante in un documento. Ma la prova che questo è un momentaccio per Chiodi e che la sveltina sulla finanziaria sta di nuovo spaccando la maggioranza arriva più tardi, a voce. Dice Giuliante: «Su questo come su molti altri argomenti si potrebbe fare di più. Il presidente che governa questa Regione potrebbe fare molto meglio, come tutti noi, ma certamente il fatto del funzionamento della maggioranza di governo è una delle cose nelle quali c'è bisogno di un ulteriore approfondimento e comunque di riflessione. C'è un ampio margine di miglioramento, questo vale per ciascuno di noi. Sia chiaro, anche io faccio parte della maggioranza che governa la Regione, quindi tutti quanti dobbiamo e possiamo fare meglio». Giuliante scimmiotta una intervista di Chiodi, dislessie grammaticali comprese. Ma agita il vento della verifica. Chiodi è sotto schiaffo, e per tenersi buoni i coordinatori regionali elargisce prebende, un po' alla Marsica un po' a Chieti: come i 200 mila euro al Comune governato da Di Primio per le manifestazioni culturali. Al Pd non sono piaciuti, e ha abbandonato la Commissione Bilancio.

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