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Pescara, 22/06/2026
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Data: 30/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Piano taglia-ospedali, oggi la firma. Chiodi: «Sarà approvato dal governo nei modi e nei tempi previsti»

IL RIORDINO DELLA SANITA' I sindaci delusi dalla Regione Pd e Idv parlano di strappo istituzionale

PESCARA. Il piano «taglia ospedali» torna oggi sul tavolo del governo nazionale per il varo definitivo, e non si placa la protesta dei sindaci che, ieri mattina, sono stati convocati in quinta commissione sanità. Il malessere è evidente dopo il consiglio regionale che mercoledì sera ha, di fatto, eluso ogni possibilità di modificare il programma di riordino ospedaliero. «Il piano operativo» ha ribadito il presidente-commissario Gianni Chiodi, presente ieri in commissione alla riunione con i sindaci, «sarà presentato nei modi e nei tempi stabiliti per uscire dalla situazione critica nella quale l'Abruzzo è costretto a muoversi da anni. Nella fase successiva», concede il governatore, «saranno esaminate proposte volte a migliorare nuove ipotesi organizzative, senza però stravolgere l'impianto complessivo del progetto». Posizione che non convince i sindaci. «Usciamo ancora una volta amareggiati dalla riunione di commissione», commenta il sindaco di Vasto Luciano Lapenna (Pd), «dopo la delusione vissuta in consiglio regionale mercoledì sera. Contestiamo il metodo di non aver coinvolto le autonomie locali e la mancanza di trasparenza in materia di sanità privata. Rileviamo», prosegue Lapenna con il sindaco di Casoli, Sergio De Luca, «tagli a macchia di leopardo, non equilibrati rispetto a zone "forti" (Chieti-Pescara) dove si annidano gran parte dello sperpero e i doppioni ospedalieri. Diciamo ben venga il riordino, compresi i tagli, ma almeno dateci la possibilità di dialogare e di confrontarci».
A sostegno di Chiodi si registra la posizione del responsabile regionale dei repubblicani, Nicola Di Federico che esprime «apprezzamento per il coraggio e la fermezza del presidente che non si è lasciato condizionare dalle pressioni dei sindaci. Il riordino», afferma Di Federico, «oltre che necessario, è l'unica via da seguire per recuperare risorse indispensabili allo sviluppo globale dell'Abruzzo». Dalle opposizioni, un coro di critiche dopo la bagarre in assemblea regionale. Il segretario del Pd, Silvio Paolucci, parla di «rottura istituzionale», ricordando che, solo grazie al Partito democratico, «sindaci, cittadini, medici e infermieri hanno potuto sapere quel che sta accadendo sulla loro testa. Scoprendo così che gli unici a sorridere per il piano dei tagli sono le cliniche private, che non hanno protestato nemmeno un minuto. Chiodi», incalza Paolucci, «ha il dovere di fermarsi, non firmare il piano a Roma e aprire subito una fase di discussione e partecipazione».
Durissima la posizione dell'Italia dei valori che ieri ha abbandonato per protesta la riunione in quinta commissione. «Chiodi recita a soggetto, ma riceve solo fischi! E' la politica del Pdl: il teatrino del nulla, o meglio il teatro dei pupi dove a tirare i fili sono altri e altrove», dichiarano i consiglieri regionali dell'Idv. «Chiediamo scusa ai sindaci intervenuti ma non abbiamo potuto fare a meno di abbandonare la commissione sanità in segno di protesta contro la protervia del Pdl, che ancora una volta dimostra la sua sordità alle giuste rivendicazioni degli abruzzesi e delle loro istituzioni locali, dopo averle estromesse da qualsiasi scelta in merito al programma operativo della sanità».

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