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Data: 30/07/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Fiat, Pomigliano fuori da Confindustria. Assunzioni a settembre, due mesi per decidere la disdetta del contratto

La Fiom: «Vogliono esportare quel modello e noi diciamo no»

TORINO. Fabbrica Italia Pomigliano non sarà iscritta a Confindustria e, molto probabilmente, non riconoscerà ai lavoratori il contratto di lavoro dei metalmeccanici. E' quanto emerso ieri a Torino da un incontro fra i vertici del Lingotto e i sindacati. Pesanti le reazioni della Fiom, che non aveva firmato l'accordo.
Possibilisti gli altri sindacati, che hanno ben accolto la notizia del prossimo inizio della produzione della Panda nello stabilimento campano. I rappresentanti del Lingotto hanno reso noto, attraverso una lettera, di voler mettere in "stand-by" la decisione di uscire come Fiat dalla Confindustria e di disdire il contratto nazionale. La lettera di disdetta del cnl è stata letta da Fiat ai sindacati ma l'azienda ha poi spiegato che la decisione viene congelata per due mesi, in attesa di verificare se ci sono le condizioni per raggiungere un'intesa che permetta deroghe alle normative vigenti. La Fiat ha invece disdettato gli accordi sul monte ore dei permessi sindacali in tutto il gruppo. L'intesa, che risale al 1971, sarà valida fino al prossimo 31 dicembre (il numero di ore di permessi è considerati eccessivo dall'azienda che vuole raggiungere, entro l'anno, una nuova intesa in merito).
Dunque, a Pomigliano si parte. Ad agosto, sarà avviata la pulitura dell'area della nuova lastratura e da fine settembre la Fabbrica Italiana potrà assumere il personale.
I 5.200 lavoratori dello stabilimento di Pomigliano passeranno, gradualmente, alla nuova società e sarà necessario il loro assenso. Se qualcuno non dovesse accettare resterà in cassa integrazione e poi andrà in mobilità, perdendo così il posto di lavoro.
Duro il commento della Fiom. Dice Enzo Masini, che per il sindacato metalmeccanici segue il settore dell'auto: «Fiat pensa che il modello Pomigliano debba valere per tutti e conferma l'idea che sia stata una prova generale. Su questo non li seguiamo. In questo modo la Fiat butta benzina sul fuoco. Per noi quello delle deroghe al contratto nazionale è un terreno non praticabile».
Invece la Uil fa sapere che, nel corso dell'incontro è stata ribadita la disponibilità a rivedere l'organizzazione dei turni. «Siamo disponibili fino a un massimo di 18 turni», dice il sindacato. Soddisfazione anche alla Cisl: «Finalmente siamo passati dalle parole ai fatti e a Pomigliano arriveranno 700 milioni di investimenti necessari per la produzione della Nuova Panda». Soddisfatto anche il ministro Sacconi: «L'incontro fra Fiat e sindacati conferma che c'è una piattaforma riformista pronta a sostenere le politiche di investimento in Italia. Mi piacerebbe che ci fosse anche la Cgil».

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