ROMA - Esultano i pendolari e un'associazione avanza la richiesta di restituire quanto pagato dallo scorso primo luglio. La decisione del Tar del Lazio è stata accolta con soddisfazione dai pendolari, un vero e proprio esercito di oltre 300 mila persone che ogni giorno raggiunge la Capitale per lavoro o studio in auto. «Adesso - auspica il Movimento Difesa del Cittadino - si sospenda immediatamente l'applicazione della gabella e venga restituito il maltolto agli automobilisti che hanno pagato finora quegli aumenti ingiustificati». La decisione presa dal Tar trova d'accordo i pendolari di ogni provenienza. «Sappiamo che sarà impossibile la restituzione di quanto versato in questo mese - sottolinea Emanuela Caruso, del Comitato pendolari Cassia - ma almeno è stata fatta giustizia. Sono migliaia le persone che, dai comuni del nord del Lazio, vengono a Roma per lavorare ed era ingiusto penalizzarle con 30 centesimi in più, ad esempio, da Fiano Romano». Ogni giorno in media, sono 20.000 le auto in entrata al casello di Roma Nord, 25.000 a Roma Sud, 15.000 a Roma Est. «Era una scelta sbagliata - commenta Mauro Castiglione, del Comitato pendolari Lazio sud - che colpiva soprattutto chi è obbligato a raggiungere quotidianamente Roma. Dobbiamo ritenerci fortunati che una decisione sia arrivata nel giro di poche settimane. La speranza è che le tariffe ritornino quelle di prima fin da subito».
Per migliaia di pendolari dell'area a est di Roma era scattato un sensibile aumento: dal casello della A24 di Vicovaro-Mandela fino alla barriera di Lunghezza, la tariffa era arrivata a 3.60 euro, con un balzo in avanti di 0.70 centesimi. «Mi auguro che si torni ad applicare le vecchie tariffe fin da questa mattina - sostiene il presidente dell'Associazione pendolari della Valle dell'Aniene, Ugo Gentilini. - Sui 13 chilometri del tratto urbano si cammina sempre a passo d'uomo, non abbiamo l'alternativa della ferrovia e, in pratica, si paga per soli 28 chilometri di autostrada».
«Per chi viene saltuariamente a Roma non era problema - dichiara Francesco Marconi, del Comitato Tiburtino-Prenestino - ma, moltiplicando 20-30 centesimi di aumento per due volte al giorno e almeno 5 volte a settimana, ecco che si arriva a un peso insostenibile per i lavoratori». Soddisfatta Federconsumatori. «Al di là dei rimborsi - osserva il suo presidente, Rosario Trefiletti - è una decisione giusta soprattutto per i pendolari, che avrebbero dovuto subire un vero e proprio salasso, di almeno 50 euro al mese».
E la categoria che ogni giorno percorre gli stessi percorsi per necessità evidenzia le conseguenze negative che gli aumenti hanno avuto sul traffico. «Con strade già insufficienti - conclude Caruso - era evidente che alcuni automobilisti erano passati dalle autostrade alle consolari: al posto della A1, ad esempio, dall'alto Lazio, avevano optato per la Cassia e la Flaminia, con il risultato che il tradizionale calo del flusso di luglio sulle strade non a pagamento, quest'anno, non c'è mai stato».