Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalle Province di Roma e Pescara
Ai tartassati ci pensa il Tar: ieri il Tribunale amministrativo del Lazio ha infatti sospeso il decreto che aveva sancito l'aumento dei pedaggi autostradali dal 1° luglio scorso. Un sospiro di sollievo anche per le migliaia di pendolari abruzzesi, che per lavoro utilizzano l'asse attrezzato, e un altolà al Governo che ora dovrà rimettere mano al provvedimento e soprattutto modificarlo, pena la bocciatura definitiva. E' stato così accolto il ricorso presentato dalla Provincia di Pescara insieme alle Province di Roma e Rieti e alle associazioni dei consumatori. A proposito di queste ultime, la prima reazione è di Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Ora gli automobilisti hanno diritto ad ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate dal 1° luglio ad oggi, comprensive degli interessi. Quattro settimane piene di un pedaggio non dovuto, un vero e proprio balzello, hanno un prezzo salato che va risarcito agli automobilisti. A tal fine invitiamo gli utenti a conservare le ricevute rilasciate ai caselli, così da poter partecipare alle azioni risarcitorie che il Codacons sta valutando». Non nasconde la propria soddisfazione Guerino Testa, presidente della Provncia: «Sono molto contento - sostiene - perché l'aumento colpiva anche i cittadini del Pescarese. Il risultato rappresenta una vittoria per tutti gli automobilisti che quotidianamente si spostano sul nostro territorio, specie per motivi di lavoro. Come ho già sottolineato dopo la presentazione del ricorso, la Provincia si è attivata per difendere gli interessi dei pescaresi e di tutti i pendolari, anche quelli della provincia di Chieti. Pur essendo fermamente convinto della necessità della manovra predisposta dal Governo, non ritengo giusto colpire le tasche dei cittadini specie per un servizio e un'infrastruttura di cui non usufruiscono». Nel dettaglio, i giudici amministrativi hanno riconosciuto la sussistenza di un'ingiustizia subìta dai cittadini abruzzesi, i quali, come evidenziato dalla difesa, all'uscita dei due caselli possono certo immettersi sull'asse attrezzato, ma anche, alternativamente, sulla viabilità ordinaria se devono raggiungere una diversa località. «Non c'è quindi ragione per cui tutti, indistintamente e a prescindere, debbano pagare un aumento del pedaggio autostradale, - ha aggiunto Testa - anche quando non utilizzano l'asse attrezzato. Se il presupposto, di matrice comunitaria, è che "chi usa paga", non c'è motivo per assoggettare a pedaggio un automobilista che non usa l'infrastruttura». La notizia ha fatto esultare anche Maurizio Acerbo, leader di Rifondazione comunista, che fu il primo a sollecitare Guerino Testa a presentare ricorso al Tar sulla scia delle Province di Roma e Rieti. E ora Acerbo riconosce i meriti degli avversari politici: «Questa volta mi congratulo con il presidente Guerino Testa e con il coordinatore provinciale Pdl Lorenzo Sospiri - afferma - che hanno dimostrato buon senso e onestà intellettuale».