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Data: 31/07/2010
Testata giornalistica: Clickmobility
Napoli. Allarme tpl: Filt Cgil Campania, Legambiente e Federconsumatori chiedono apertura tavolo con la Regione

I tagli al trasporto pubblico, previsti nella manovra finanziaria varata dal Governo, provocheranno una serie di conseguenze a catena che andranno tutte a svantaggio dell'utente finale, partendo dai costi maggiorati per finire alle città trafficate.

E' l'allarme lanciato da Filt-Cgil Campania, Legambiente e Federconsumatori, che in conferenza stampa ieri hanno illustrato l'effetto domino che si abbatterebbe sulla Campania nel caso non ci fossero modifiche sostanziali a quanto deciso nella manovra economica.

Negli ultimi 10 anni la Regione Campania ha realizzato un notevole potenziamento e miglioramento della qualità dei servizi di trasporto: investimenti per circa 3 miliardi di spesa e ulteriori 6 miliardi in corso e programmati, con migliaia di occupati nel settore edile e nel settore meccanico ed elettronico - si legge nel comunicato -. Questo potenziamento infrastrutturale ha portato la Campania a diventare la Regione del Sud con la maggiore dotazione infrastrutturale e la prima Regione che ha avuto come priorità la rete ferroviaria regionale e metropolitana quale componente strategica per lo sviluppo sostenibile.

Il settore dei trasporti nella nostra Regione in questi anni ha contribuito fortemente all'economia regionale, crescendo ad un tasso medio annuo pari a tre volte quello campano - spiegano Filt Cgil, Legambiente e Federconsumatori -. Dal 2000 incremento di circa 1 milione e 300 mila treni-Km l'anno, 54 Km di nuove linee, 39 stazioni nuove o riqualificate, 853 nuovi bus, 54 nuovi treni, 24 in costruzione e altri 12 programmati, oltre alla ristrutturazione di ulteriori 86 treni, il sistema di tariffa integrata Unico Campania (circa il 60% dei passeggeri utilizza il biglietto per due o più mezzi e circa il 50% ha un abbonamento mensile annuale).

Gli interventi hanno consentito di raggiungere importanti risultati in termini di aumento dei passeggeri del trasporto pubblico locale (+75% a Napoli e circa +40% in Campania dal 2000) - si è sottolineato ieri -.
I miglioramenti sono stati rilevanti anche per quanto riguarda la riduzione dell'incidentalità, del traffico veicolare e delle emissioni di CO2.

"L'assessore regionale ai Trasporti intende riportare la Campania 10 anni indietro con le seguenti linee strategiche:
- per l'anno 2010 riduzione del 15% delle risorse a tutte le aziende (circa 40-45 milioni di Euro in meno) e nessun finanziamento al Consorzio Unico Campania;
-ritardo del pagamento dei corrispettivi dei contratti di servizio alle aziende del TPL, che comporta l'indebitamento delle aziende nei confronti delle banche e difficoltà nell'erogazione degli stipendi ai lavoratori;
-per gli anni 2011 e 2012 revisione del piano regionale dei servizi minimi con riduzioni del 30%, per effetto dei tagli del Governo ( meno 206 milioni di euro per il 2011 e meno 231 milioni di euro per il 2012);
-mancato finanziamento del contratto di servizio con Trenitalia, che oggi garantisce una migliore qualità dei collegamenti soprattutto sulla linea a Monte del Vesuvio Napoli - Salerno".L'impatto sul servizio di trasporto pubblico sarà devastante, dal punto di vista dell'occupazione, della riduzione dei servizi ai cittadini, dell'aumento delle tariffe - rimarcano gli organizzatori della conferenza -.
Senza Unico Campania l'aumento dei biglietti sarà del 22% per la tariffa base (corsa area metropolitana Napoli da 1,10 a 1,40 ?) fino ad aumenti del 53% per i viaggiatori che utilizzeranno 2 o 3 mezzi di trasporto. Intanto è già operante la soppressione delle agevolazioni tariffarie per studenti medi, universitari e forze dell'ordine.

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