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Pescara, 29/11/2020
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Data: 31/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Dirigenti d'oro, bene lo stop alla Sangritana. Ma non è finita». La denuncia della Filt Cgil

PESCARA - La Filt e la Cgil Abruzzo hanno accolto favorevolmente il provvedimento di revoca del bando di selezione per l'assunzione di un nuovo dirigente in Sangritana. «E' un segnale importante -dicono Mimì D'Aurora e Luigi Scaccialepre - per il quale ci sentiamo di ringraziare il presidente Chiodi, opportunamente intervenuto. Tuttavia mettiamo in guardia la Regione poiché la scongiurata nomina di una nuova figura dirigenziale non è che la punta di un iceberg rispetto ad una serie di interventi strutturali sugli organici aziendali che le aziende regionali (e quindi non solo la Sangritana) stanno tentando di attuare "tempestivamente" prima che si conoscano nel dettaglio gli effetti dei tagli ai trasporti. La Cgil annuncia già da ora la predisposizione di una nuova lettera denuncia con la quale verranno segnalate in dettaglio le annunciate modifiche agli organici/organigrammi aziendali, anch'esse inopportune e non funzionali alle imprese e che rispondono esclusivamente ad interessi e bisogni di parte».

Dirigenti d'oro, la Sangritana revoca il concorso sospetto. «Un concorso su misura», aveva denunciato la Filt Cgil
Morra diplomatico: «Decisione presa alla luce della manovra». Di Nardo: «Di quei posti c'è necessità»
(Il Messaggero - articolo del 30 luglio)

PESCARA - Indietro tutta. Il presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo revoca il bando di concorso per l'assunzione di un dirigente tecnico pubblicato il 17 luglio scorso, sull'onda delle polemiche e delle denunce pubblicate su "Il Messaggero". Lo annuncia l'assessore ai Trasporti Giandonato Morra, «Ho parlato col presidente e abbiamo condiviso la necessità di revocare il bando, anche alla luce della manovra economica varata dal governo». Diplomatico, l'assessore. In un tambur battente Di Nardo pubblica sul sito della Sangritana (guarda) la delibera di revoca. Delibera dal contenuto polemico: Di Nardo ribadisce la necessità di procedere alle assunzioni alla luce delle nuove attività aziendali e dei posti vacanti, «ribadita l'imprescindibile necessità», ma sottolinea l'intenzione a questo punto di coinvolgere il socio unico cioè la Regione: quindi revoca la delibera e si riserva «all'esito delle verifiche ogni ulteriore determinazione anche in ordine all'indizione di un nuovo bando aziendale».
Un mare di sospetti, ai quali aveva dato voce per prima la Cgil e poi un gruppo di dipendenti della Sangritana. «Un concorso su misura», aveva denunciato il sindacato, probabilmente per l'ex direttore generale Luigi Nuzzo fatto fuori nello scorso aprile per poter insediare un uomo di Piccone, Benito Marcanio. Nuzzo dalla Sangritana aveva già ottenuto un contratto di consulenza, «per consentirgli di coprire - spiega Morra - la vacatio determinata dal periodo di aspettativa di Marcanio dal suo posto di lavoro originaio». La revoca arriva in tempo utile: proprio ieri i dipendenti avevano annunciato il deposito presso un notaio di un plico chiuso col nome del vincitore. Plico da aprire a concorso espletato. E da spedire alla procura della repubblica nel caso nella busta ci fosse stato il nome giusto. Chissà se avevano ragione.

Trasporti. Tremonti taglia, la Sangritana assume. Cgil e dipendenti:
«Bando su misura»
(Il Messaggero - articolo del 24 luglio)

PESCARA - Pronti a restituire le deleghe, i governatori. Così ha detto Formigoni e dietro di lui tutti gli altri, persino Gianni Chiodi che è uno che i muscoli non li esibisce mai. Trasporti a rischio, tagli pesanti, collegamenti in forse, la cinghia stretta che più stretta non si può in tutta Italia: ma quandomai. Piange a Roma e se ne infischia in Abruzzo il presidente della Regione in quota Pdl, sempre di manica larga quando si tratta di ingaggiare dirigenti che si tratti della Regione o della Sangritana spa, uffici verniciati di fresco sulla costa teatina e una etichetta che parla da sola, lo "stipendificio d'Abruzzo". La denuncia è della Cgil e di un gruppo di dipendenti stanchi di vedersi appioppare l'ennesimo raccomandato da sistemare su poltrone pagate a peso d'oro: «Alla fine la Sangritana avrà più dirigenti che chilometri di linee ferroviarie: un direttore generale, un vice direttore generale, due direttori tecnici, un dirigente amministrativo, un direttore del personale, ognuno dei quali tra stipendi e benefit, guadagna120-150 mila euro l'anno», raccontano esasperati.
Ma a farli saltare sulla sedia in questi giorni in cui si parla di manovra economica, di tagli, di pesanti riduzioni al sistema della mobilità collettiva, è stato il nuovo bando di selezione pubblica per un dirigente tecnico pubblicato lo scorso 17 luglio. Un bando del tutto inutile perchè l'azienda già dispone di un direttore tecnico, di un direttore dell'esercizio, di ingegneri e funzionari tecnici. Dicono D'Aurora e Scaccialepre della Cgil: «Abbiamo la sensazione che si stia cucendo un abito su misura, chiediamo di fermare questo ennesimo provvedimento a nostro avviso non necessario per l'azienda, specialmente in un momento in cui la ristrutturazione e la razionalizzazione dell'intero settore appaiono inevitabili». Abito su misura, dice la Cgil. Sospetto non campato per aria: solo pochi mesi fa la Sangritana si era distinta per un doppio salto clientelare, sistemando sulla poltrona di direttore generale il bancario Benito Marcanio, amico stretto di Filippo Piccone di cui è concittadino, per ringraziarlo del voltafaccia a Stefania Pezzopane. Ma la celano-teramanizzazione delle nomine comportava che però la Sangritana continuasse a funzionare e così il presidente della spa Pasquale Di Nardo fu costretto a firmare un contratto di consulenza all'ex direttore generale Luigi Nuzzo per quattro mesi rinnovabili. Il sospetto adesso è che quel "rinnovabili" e il bando del 17 luglio siano la stessa cosa. E infatti nel giro di poche settimane alla Sangritana è stata varata una nuova pianta organica e un nuovo regolamento della dirigenza che cancella quelle norme che avrebbero impedito la stabilizzazione di Nuzzo e di Alfonso D'Alfonso, vice direttore generale per tutte le stagioni. E guardaunpo' nel nuovo bando non viene richiesto il requisito minimo dei cinque anni di dirigenza «in organizzazioni complesse pubbliche e private» che nè Nuzzo nè D'Alfonso possono vantare. Una coincidenza, sicuramente. Una pura e sfortunata coincidenza. Che però è finita dritta dritta in un esposto alla magistratura e alla Corte dei Conti. Un bel guaio per Chiodi.

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