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Data: 31/07/2010
Testata giornalistica: Prima da Noi
Sangritana, macchine indietro sul bando contestato. Cgil e Filt Abruzzo contro i provvedimenti di ristrutturazione degli organici annunciati dalle aziende regionali di trasporto pubblico locale.

LANCIANO. Bufera su un concorso per un nuovo dirigente della Sangritana. Voci e veleni costringono la società pubblica di trasporto a ritirare la procedura di selezione contestata anche dai sindacati.

Cgil e Filt Abruzzo poco più di una settimana fa avevano preso carta e penna invocando l'intervento immediato del presidente Gianni Chiodi contro i provvedimenti di ristrutturazione degli organici annunciati (o in procinto di essere annunciati) dalle aziende regionali di trasporto pubblico locale.

«In alcune realtà», spiega la Cgil, «ignorando gli effetti devastanti dei tagli nel settore dei trasporti imposti dalla manovra economica e, soprattutto, fingendo di non conoscere le direttive imposte dalla Regione e le preoccupazioni manifestate dai Governatori di tutta Italia (compreso Chiodi), si è continuato ad operare in condizioni di assoluta normalità, assumendo personale in settori nei quali non vi sono particolari carenze ed esigenze, ipotizzando piani di riorganizzazione degli organici aziendali corredati da promozioni a pioggia e da nuove figure apicali e arrivando addirittura a pubblicare, nel caso della Sangritana un bando di selezione per l'assunzione di un ulteriore dirigente».

La notizia ha rinvigorito le voci che si rincorrevano da mesi per quella che viene definita da più parti ed in maniera elegante:«un'operazione davvero inopportuna» e così la Sangritana ha deciso di tornare indietro sulle proprie decisioni, revocando l'esecuzione della selezione pubblica.

IL TRENO DEGLI INCARICHI

Non che si respiri un'aria di tranquillità alla Sangritana dove però nemmeno sotto la gestione del Pd i dipendenti sembravano stare bene?

I malumori però iniziano da lontano quando alcuni mesi fa venne nominato il direttore generale, Benito Marcanio, vicino al Pdl area Piccone, sostituendo Luigi Nuzzo, predecessore nominato dalla precedente giunta regionale. Nuzzo non è andato via ma la presidenza di Pasquale Di Nardo lo ha voluto utilizzare come consulente per il periodo «breve» per portare a termine alcuni appalti sensibili.

Venne poi riconfermato a vicedirettore generale anche Alfonso D'Alfonso che è riuscito a superare indenne i cambi di governo e pare che si stia lavorando perché in futuro possa rimanere in Sangritana. Dopo gli avvicendamenti però la Regione approva una nuova pianta organica ed un nuovo regolamento per la dirigenza. Sarebbero, infatti, state tolte alcune norme (dirigenza di almeno 5 anni in organizzazioni complesse pubbliche e private) che avrebbero potuto impedire nuove stabilizzazione dirigenziali. Tutte cose che non sono passate inosservate e che hanno spinto i dipendenti a domandarsi il perchè di certe azioni. Pare che tutto si sia chiarito proprio con il concorso da nuovo dirigente pubblicato sul sito istituzionale della società e che sarebbe dovuto scadere il 24 agosto ma che invece è stato ritirato, per il momento.

Il bando cercava un dirigente in ruoli tecnici per certi versi anche sovrapponibile ad altre figure già presenti, una figura che è spuntata dalla nuova pianta organica approvata dalla Regione. Non si richiedeva l'esperienza di 5 anni di anzianità in ruoli dirigenziali e questo avrebbe dato ai dipendenti bene informati l'ennesima conferma che si stesse cercando in qualche modo di imbarcare personaggi ben noti alla Sangritana. Insomma l'ennesima segnalazione di un bando cucito su misura.

Anche perché alle lettere "h" e "i" del bando si richiedono certificati che secondo alcuni sarebbero persino inutili o superfluo in Sangritana. I veleni avrebbero dato atto anche ad alcuni esposti alla magistratura penale e a quella contabile. «Poco importa se da una lettura delle motivazioni addotte alla revoca del provvedimento, francamente si capisce nulla o quasi», sbeffeggia la Cgil che mette in guardia la Regione poiché la scongiurata nomina di una nuova figura dirigenziale, «non è che la punta di un iceberg rispetto ad una serie di interventi strutturali sugli organici aziendali che le aziende regionali (e quindi non solo la Sangritana) stanno tentando di attuare "tempestivamente" prima che si conoscano nel dettaglio gli effetti dei tagli».

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