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Pescara, 22/04/2026
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Data: 31/07/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Asse attrezzato: in arrivo una valanga di richieste di rimborso

Esultanza, e insieme la minaccia di ricorsi per ottenere i rimborsi del balzello per l'asse attrezzato, già pagato e non dovuto: così alzano la voce associazioni di consumatori e piccola impresa, all'indomani dell'ordinanza con cui il Tar del Lazio ha sospeso il decreto 78/2010 che dal primo luglio aveva disposto gli aumenti dei pedaggi autostradali nei caselli interconnessi ai raccordi gestiti dall'Anas. Così a Chieti e Pescara Ovest. Il pedaggio, pagato anche da chi non necessariamente utilizzava il raccordo, si è configurato come «una misura fiscale», una tassa mentre «il pagamento è in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell'infrastruttura», si legge nell'ordinanza che ha accolto il ricorso della Provincia di Pescara rappresentata dall'avvocato Giorgio Fraccastoro. Eppure, ieri, forti della vittoria sono rimasti delusi gli automobilisti che si aspettavano da subito ritocchi all'ingiù alle barriere di Chieti: causa tempi tecnici ovvero di notifica del provvedimento, ieri i ticket portavano ancora i segni degli aumenti scattati poco meno di un mese fa.
E il colpo di spugna potrebbe slittare ai prossimi giorni (week-end compreso). «Consigliamo di continuare a conservare gli scontrini in vista dei ricorsi per i rimborsi -dice Luca Piersante, Adoc-, per i quali si dovrà comunque attendere l'eventuale appello in Consigliodi Stato da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Siamo comunque soddisfatti della sentenza del Tar, che ha evidenziato l'illegittimità di un provvedimento che imponeva ai consumatori di pagare per un utilizzo ipotetico dell'arteria». «Pendolari e autotrasportatori, forti del pronunciamento del Tar -avverte la Cna- avvieranno d'intesa con le associazioni dei consumatori le procedure per il recupero delle somme già versate, sulla base della documentazione in possesso. Bene ha fatto il Presidente della Provincia di Pescara a impugnare la parte del decreto anticrisi contenente l'aumento dei pedaggi». Il Governo ha 60 giorni di tempo per impugnare l'ordinanza del Tar davanti il Consiglio di Stato. «Verosimilmente l'appello potrebbe esserci già a inizio settembre-spiega l'avvocato Fraccastoro- e lì si aprirebbe la fase di discussione di merito. In ogni caso già l'ordinanza di sospensiva del Tar è entrata nel merito del decreto, che aveva la ratio di colpire i tratti autostradali interconnessi necessariamente con i raccordi. Non è così nei 2 caselli abruzzesi». Questo il punto che si spera sia confermato in Consiglio di Stato, in caso di appello.

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