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Pescara, 22/04/2026
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31/07/2010
Il Messaggero
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Sanità, duello Tremonti-Vendola. Il ministro: troppe assunzioni, Puglia a rischio come la Grecia. Il governatore: non è vero |
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Il Tesoro non ha firmato il piano di risanamento dei conti. E la Regione si appella a Napolitano ROMA Attacca Giulio Tremonti: «La Puglia rischia di diventare una nuova Grecia». Risponde Nichi Vendola: «Non è vero. Tu e i tuoi consiglieri siete dei traditori della Patria». Volano parole grosse fra il ministro dell'Economia e il governatore della Puglia. Vendola è infuriato perché il ministro non ha firmato il piano pugliese di rientro dal deficit sanitario (450 milioni) che pure era stato concordato nei dettagli fra la Regione e i tecnici del ministero. Tremonti è contrario all'assunzione di precari prevista dal piano. Nel mirino di Vendola sono soprattutto personaggi pugliesi vicini a Tremonti come il ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, che sconfisse nelle elezioni regionali del marzo scorso. Vendola li chiama «traditori della Patria», «sabotatori», «suggeritori» che raccontano falsità. Immediata la replica dei ministri: «Noi - precisano in un comunicato Tremonti e Fitto - chiediamo solo di poter fare sul serio partendo dai numeri. Se il Presidente Vendola si sottrae alla logica dei numeri preferendo una logica... greca, il sabotatore è lui. Di se stesso e della sua Regione». Palese replica ironicamente: «Ringrazio Vendola per la consueta dose di improperi (che consegnerò ai miei legali) e per la grande considerazione che ha del mio peso politico». Alla presenza di mezza giunta pugliese, Vendola, in una conferenza stampa, ottiene anche la solidarietà del sindaco di Bari Michele Emiliano, seduto accanto a lui. Nella stanza, prima che tutto cominci, si vocifera anche del commissariamento in Calabria, dove la Guardia di Finanza affiancherà il presidente della Regione, commissario straordinario alla Sanità, per sancire «il ritorno dello Stato», come ha detto Tremonti. L'atmosfera è tesissima. Vendola comincia con toni pacati, raccontando quello che è accaduto l'altro ieri, quando tutto era pronto per la firma del Piano di rientro, dopo gli approfondimenti espletati con i tecnici del ministero della Salute. «Il ministro della Sanità Ferruccio Fazio era pronto a firmare, io ero pronto a firmare un piano che consideravo doloroso, ma ero pronto pur di non perdere 500 milioni di euro. Poi però - racconta - è arrivata la telefonata del Tesoro». Tremonti - secondo il racconto di Vendola - gli avrebbe detto che voleva approfondire i dati e che presenterà un decreto legge per il rinvio della data ultima per la sottoscrizione del Piano di rientro della Puglia. «Ma cosa deve approfondire? - si chiede Vendola - I conti della Puglia sono a posto. Il piano della Puglia non è causato da un disavanzo sanitario, ma paghiamo le penalità retroattive che riguardano la violazione del patto di stabilità del 2006-2008». «Forse - aggiunge - qualcuno era frustrato perché non abbiamo inserito tasse? Forse qualcuno, nella fattispecie Raffaele Fitto e Rocco Palese, voleva che si potesse buttare per strada circa 5.000 lavoratori che noi stiamo internalizzando?». Poi, Tremonti: col paragone «gravissimo» tra la Puglia e la Grecia, ha compiuto - dice Vendola - «un sabotaggio politico, economico e sociale nei confronti della Puglia». Significa dare «da parte di un ministro dell'Economia, indicazioni alle agenzie di rating e dare così un colpo mortale alla Puglia». Poco dopo arriva da Moody's la notizia che la Regione Puglia gode di un rating A1 con prospettive stabili e che il rating non è sotto osservazione. Alla fine Vendola annuncia anche che chiederà l'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «perchè possa fare una valutazione di tutti i passi che consentano il ripristino dei normali rapporti tra poteri dello Stato».
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