Sotto accusa finisce il trasporto pubblico locale. «alla canna del gas, nel disinteresse totale della Regione»: dichiara Carlo Costantini dell'Italia dei Valori. «Da una parte il Governo che taglia all'Abruzzo 40 milioni di euro - asserisce-; dall'altra un sistema che continua a generare sprechi ed inefficienze inaccettabili: consulenze, nuove piante organiche, assunzioni e progressioni di carriera per gli amici degli amici». Costantini vi annovera anche: «direttori, vice direttori, consulenti dei direttori e dei vicedirettori e decine di dirigenti; amministratori, consiglieri di amministrazione e revisori dei conti a decine».«Questo è il quadro desolante del trasporto pubblico locale - aggiunge - che, al posto di una azienda unica, è gestito da una decina di società regionali e partecipate, oltre ad una quarantina di privati. Il trasporto pubblico locale pesa sul bilancio regionale subito dopo la sanità, con ben il 7% delle risorse complessivamente disponibili ed occupa 3.200 dipendenti, tra gomma e ferro. Di questi, a causa dei tagli, circa il 20% rischierà di perdere il posto di lavoro, mentre la politica se ne frega e attende immobile la prossima inevitabile emergenza». «Gli stessi Sindaci, che pochi giorni fa hanno protestato in Consiglio Regionale - illustra -, tra poche settimane saranno costretti ad indossare nuovamente le fasce tricolori per protestare contro i tagli del personale e dei servizi». L'Italia dei Valori si dichiara decisa a non consentire «la perdita di un solo posto di lavoro e la riduzione di un solo servizio a danno dei cittadini».