Il governatore: quanto accaduto a Roma non rappresenta un problema per la giunta Il lavoro prosegue intenso e proficuo
L'AQUILA. In Abruzzo, almeno per ora, non cambia nulla. La rottura tra Berlusconi e Fini non muta gli equilibri politici. In una regione dove la colonia finiana è piuttosto nutrita e dove il Pdl governa la Regione, le quattro Province e tre dei quattro Comuni capoluogo, non è in programma la costituzione di gruppi di Futuro e Libertà e non sono all'orizzonte rimpasti o ribaltoni. A partire dalla Regione nella quale da tempo si sono schierati con il presidente della Camera il vice presidente della Giunta Alfredo Castiglione, e il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio, Emilio Nasuti. Anche se tutti seguono le evoluzioni romane sul divorzio tra fondatore e cofondatore del Pdl.
E' direttamente il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, molto vicino a Berlusconi, a confermare che per ora non si muove nulla: «Attualmente quanto accaduto a Roma non rappresenta un problema. Castiglione e Chiodi sono due persone che stanno collaborando lealmente e proficuamente».
Dal canto suo Castiglione si dice «sereno»: «Non è all'ordine del giorno per il momento la costituzione di gruppi consiliari. Non abbiamo indicazioni di questo genere a livello centrale. E comunque Berlusconi ha confermato i ministri finiani. A Roma la situazione è molto diversa dalla periferia. In Abruzzo abbiamo dimostrato e dimostriamo in più occasioni che il governo è solido e dà risposte concrete al territorio. Chiodi è la persona in cui mi riconosco, la più rappresentava del Pdl».
Anche Nasuti conferma la linea: «Vogliamo portare avanti con Chiodi azioni di riforma importanti, come quella dell'acqua, delle Ater e dei Consorzi industriali, per il bene dell'Abruzzo, ma vigileremo sulle iniziative di governo e ci impegneremo ad accelerare i tempi. Il tutto incentrato sul taglio degli sprechi». In Abruzzo, secondo il responsabile organizzativo di Generazione Futura, che venerdì ha partecipato alla conferenza stampa di Fini a Roma, i circoli finiani sono circa 200. E la macchina organizzativa va avanti. «C'è molto interesse, mi chiama molta gente», ha spiegato ancora, «ci saranno altre adesioni importanti».
Tra coloro che hanno confermato la vicinanza a Fini, l'assessore provinciale di Pescara e sindaco di San Valentino, Angelo D'Ottavio, il sindaco di Villa Sant'Angelo, Pierluigi Biondi, l'assessore al Comune di Sulmona Mauro Tirabassi, il sindaco di Cappelle sul Tavo, Licia Picone, il sindaco di Sant'Eufemia a Maiella, Mario Crivelli e quello di Roccamorice, Antonio Del Pizzo.
Crespi: Fini può avere il 9,5%
ROMA. Dopo aver detto che alla Camera non sarebbero stati più di dieci i deputati schierati con Fini, Berlusconi rischia un'altra delusione. Un sondaggio realizzato da Crespi ricerche in esclusiva per Generazione Italia, attribuisce alla lista «Generazione Italia-Fini» ben il 9,5% dei consensi. Lo sostiene il sito dell'associazione finiana, in un articolo del direttore Gianmario Mariniello.