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Pescara, 22/04/2026
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Data: 02/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Casini e Bersani: governo di transizione. Il leader dell'Udc prevede guai per Berlusconi a settembre: «I numeri saranno peggiori»

Nichi Vendola contrario: «Subito al voto. L'alleanza con Fini un suicidio per la sinistra»

ROMA. Un governo di pochi mesi che tenga il timone economico-finanziario, cambi la legge elettorale e porti l'Italia alle elezioni anticipate. Almeno su questo si va formando uno schieramento abbastanza solido, con il Pd, l'Udc di Casini e i rutelliani. Che certamente Bossi e Berlusconi vedono come il demonio. Ma che per il momento è un primo punto fermo in uno scenario politico che vede il governo e la legislatura correre sul filo del rasoio dei numeri contati.
«Un governo di transizione, non un ribaltone, a tempo limitato, per fare una nuova legge elettorale che dia lo scettro ai cittadini e alcune misure per l'economia, è la proposta più sensata», ribadisce il segretario del Pd Pierluigi Bersani.
La previsione di Pier Ferdinando Casini, leader Udc, è che «a settembre, nonostante una certa vitalità nella campagna acquisti, i numeri per il governo saranno ancora peggiori». Mentre «al Paese serve il buon governo». Casini guarda anche agli altri partiti d'opposizione e ammicca al Pd: «E' un interlocutore molto importante», sottolinea, rivelando di «sentire spesso Bersani, una persona che stimo». Aggiunge Francesco Rutelli: «Condivido un tema importante di Bersani: un governo di mera transizione dovrebbe affrontare solo la modifica della legge elettorale».
Ma non tutta la sinistra la vede così. Nichi Vendola risponde a Bersani che «un atto di responsabilità è andare subito al voto». Perché «serve una misura di igiene politico istituzionale. In democrazia l'unica misura di questo tipo è rappresentata dalle elezioni». Fini? «Immaginare - attacca - che ci sia una destra buona» è un suicidio.
Di Pietro poi lancia il sasso: nel centrosinistra basta alchimie con ipotesi legate a larghe intese o a governi tecnici, serve invece un tavolo dell'opposizione per «mettere in campo al più presto idee, progetti e uomini che rappresentino l'alternativa al governo».
Bersani, nel suo ragionamento a sostegno del governo di transizione, osserva che Berlusconi può durare poco e male, restando sotto la minaccia degli agguati finiani. E che lo spauracchio di elezioni anticipate spaventa solo il Pdl, che ci arriverebbe con i consensi in picchiata. Quindi conviene a tutti un governo-pausa.
Il leader Pd strizza poi l'occhiolino a Bossi: «Anche la Lega deve sapere che in questo quadro un federalismo vero, serio, non si fa». Quanto alle intercettazioni, ha aggiunto Bersani, «credo che lo stesso Berlusconi cominci a pensare che è difficile mandare in porto norme così invereconde».
E' in questo contesto che Berlusconi sta preparando un'estate di duro lavoro. Le voci dicono che il premier si stia impegnando duramente a trovare transfughi in Parlamento che gli permettano di tappare la falla dei finiani. Ma che contemporaneamente stia preparando, a suon di sondaggi, la campagna elettorale per la prossima primavera. O per l'autunno, se le cose dovessero precipitare (anche se in Italia si è sempre votato in primavera, per non trascurabili motivi climatici).
Naturalmente Berlusconi non ha la minima intenzione di cambiare l'attuale legge elettorale, che costringe i partiti a matrimoni forzati, come quello nel Pdl tra An e Forza Italia. Legge che infatti consegna la maggioranza e il governo alla lista che semplicemente prende più voti di tutte. E, già che c'è, il Cavaliere ha la ferma intenzione di cancellare la legge sulla par condicio, per avere mano libera sulle tv in campagna elettorale. (p.c.)

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