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Pescara, 22/04/2026
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02/08/2010
Il Messaggero
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Nuovo contratto e produttività, Federmeccanica accelera. Ceccardi: troveremo l'intesa, incontro in settimana con i sindacati |
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ROMA - «Stiamo lavorando per trovare un'intesa, con serietà e determinazione. Per trovare un accordo che consenta all'Italia di restare un grande Paese, con una industria manifatturiera che è la seconda in Europa». Pier Luigi Ceccardi, presidente di Federmeccanica, è ottimista nonostante tutto. E conferma al Messaggero il «massimo impegno ad andare avanti» per raggiungere l'obiettivo: «lo centreremo entro due mesi». Come ha poi chiesto Sergio Marchionne. L'obiettivo è quello di scrivere il nuovo quadro normativo che, proprio sul modello di Pomigliano, deve dare efficienza e produttività al sistema auto nel suo complesso. «Bisogna farlo - spiega sempre al nostro giornale - senza strappi o traumi». Sulla scia di quanto il segretario della Cisl, Sergio Bonanni, ha indicato proprio dal nostro giornale. Un accordo che deve fare il bene del Paese e dei lavoratori, che va fatto collaborando, dialogando, ricercando la pace sociale e soluzioni condivise. Se questo è il quadro generale, le premesse per tagliare il traguardo ci sono. «Serve unità d'intenti e buona volontà come dice Bonanni» - aggiunge Ceccardi. E la settimana che si apre sarà quella buona per fissare almeno i paletti attorno ai quali costruire l'architrave del nuovo contratto per l'auto, anzi, le deroghe per dare copertura contrattuale al modello Pomigliano. Il tutto per non far deragliare il contratto nazionale e causare così l'uscita della Fiat da Federmeccnica e Confindustria. Ceccardi non anticipa quando ci sarà l'incontro con i sindacati che hanno già raccolto la sfida e che sono pronti ad andare avanti, cioè Cisl, Uil e Ugl, ma l'appuntamento sarà nelle prossime ore. La porta resta aperta ovviamente anche alla Fiom. «Stiamo verificando le varie esigenze» - si limita a dire. Una commissione ad hoc è già attiva da mesi per mettere nero su bianco, d'intesa con le parti, i punti con le deroghe al contratto nazionale. Deroghe previste dalla riforma della contrattazione voluta con forza dalla presidente Emma Marcegaglia ad inizio 2009. Del resto la concorrenza internazionale e la globalizzazione impongono scelte rapide sul fronte normativo, con attenzione specifica per il comparto auto. L'Italia - e sono d'accordo sia la Cisl che la Uil - ha bisogno di accrescere il proprio livello competitività, la quantità e qualità del lavoro prestato, il livello di saturazione degli impianti, la continuità della produzione. Per questo, come stabilito per Pomigliano, le nuove regole che verranno scritte oltre a dare più flessibilità per straordinari e produttività, contrasteranno le forme di assenteismo anomalo. Temi comuni del resto all'intera industria manifatturiera. L'obiettivo, dice ancora Ceccardi, è la definizione di una «normativa specifica per il comparto dell'auto». E le tensioni con la Fiom, che minaccia vie legali e si oppone con forza ad ogni iniziativa? Ceccardi non entra in polemica. Ma tutto il fronte industriale e una larga parte del sindacato non capisce proprio questo atteggiamento di chiusura. «Si tratta di posizioni indifendibili - dicono in coro - di un modo di pensare fermo agli anni '70. Ed è giunto il momento di fare un passo in avanti».
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