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Pescara, 24/04/2026
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03/08/2010
Il Centro
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Terremoto, la cricca abruzzese - «Una delle tante brutte storie italiane» Il pm Rossini: accuse fondate, volevano speculare sul terremoto |
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Per il magistrato ci sono riscontri molto chiari che non consentono alcuna valutazione alternativa dei fatti L'AQUILA. «Una delle tante brutte storie del nostro povero Paese dove non si applicano le leggi che si fanno». E' il commento sconsolato del procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, agli arresti da lui chiesti e concessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila, Marco Billi. «Siamo solo all'inizio» aggiunge «e non sappiamo ancora quali saranno gli sviluppi dell'indagine. Posso solo assicurare, senza violare il segreto istruttorio cui sono tenuto, che si tratta di una vicenda connessa con il terremoto». «Mi viene da pensare» dice ancora il magistrato con una sottile punta di ironia sulla nuova bufera giudiziaria, «che con tutto questo materiale sulle indagini per il terremoto che si è formato ci si potrà scrivere qualche volume tra qualche anno». Il pm Alfredo Rossini, ha comunque voluto puntualizzare, per la sua parte, gli aspetti dell'indagine che ha portato agli arresti ad Avezzano per corruzione. «La richiesta di arresto» ha detto «si è basata sull'accertamento di favori e utilità ricevute per avere compiuto attività contrarie ai compiti e ai doveri connessi alla funzione pubblica ricoperta da Daniela Stati. Il nostro assunto accusatorio è sostenuto da uno scrupoloso lavoro di riscontro che non consente una lettura dei fatti alternativa a quella da noi proposta al giudice per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila». «Il quadro delle prove che emerge» ha aggiunto il magistrato «appare incontestabile considerando che vi sono prove evidenti dei doni e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale (la Stati n.d.r) e alle persone a lei vicine al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione dell'Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009». «Abbiamo chiesto» spiega ancora il pm «misure cautelari diversificate a seconda delle posizioni, dei ruolo e delle evidenze probatorie sia per il buon proseguimento delle indagini sia per la proporzionalità dell'intervento giudiziario a garanzia degli stessi sospettati». Rossini ha ancora aggiunto che finora, al di là degli arrestati, «non ci sono altri indagati con incarichi rilevanti nell'ambito della Regione Abruzzo e della Protezione civile». Rossini «svela» anche l'anomalia per la quale le indagini, pur essendo di competenza della procura dell'Aquila, siano state portate avanti a tutto campo sempre dalla squadra mobile di Pescara che ieri è stata appoggiata dai colleghi della questura dell'Aquila e del commissariato di Avezzano. «Inizialmente» dice il magistrato che probabilmente si riferisce alle intercettazioni, «sembrava che i fatti più rilevanti si fossero svolti in altre province ma poi sono emerse ipotesi di reato più importanti all'Aquila». Gli arresti, per completare il quadro, sono stati chiesti e ottenuti non solo da Rossini infatti la richiesta è stata firmata anche dal sostituto Antonella Picardi, da poco aggregata alla procura del capoluogo di regione e proveniente dalla procura del tribunale per i minorenni che ha sempre sede all'Aquila. Potrebbe essere lei a condurre gli interrogatori che si svolgeranno davanti al giudice per le indagini preliminari questa mattina nel palazzo di giustizia dell'aquila. Il capo della procura antimafia, infine, non ha voluto aggiungere nulla su quelle che potranno essere gli obiettivi più precisi che l'indagine potrebbe toccare. Più in generale, però, Rossini ha tenuto a precisare che nonostante il numero immenso di inchieste che il suo ufficio tratta, entro la fine dell'autunno saranno chiuse tutte le principali indagini sui crolli, considerato che ci sono molte archiviazioni che comunque potrebbero teoricamente essere bloccate dal gip. Tra queste quella sulla commissione Grandi rischi che è in fase avanzata visto che c'è la richiesta di rinvio a giudizio. Nei prossimi giorni il gup Giuseppe Grieco, al rientro dalle ferie, dovrebbe fissare l'udienza preliminare che comunque si articolerà in più date.
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