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Pescara, 22/04/2026
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Data: 03/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Terremoto, la cricca abruzzese - Lavori "pagati" con auto e anelli: quattro arresti. Dalle intercettazioni "schizzi" sul governatore Chiodi a causa del suo studio professionale

Coinvolti Ezio Stati, padre dell'assessore indagata e il compagno di quest'ultima, un ex deputato di Forza Italia e l'ad di Selex

PESCARA - Le firma subito, si capisce. Deve aver pensato che è meglio farsi da parte in fretta, prima che ci pensi il giudice a sospenderla dalla sua carica di assessore. Le spedisce a Gianni Chiodi di mattina presto le sue dimissioni Daniela Stati, bionda assessore a Rifiuti, Ambiente e Protezione civile della Regione Abruzzo, sono appena finiti dentro il padre e il compagno, ma per lei è un film già visto. Era piccola quando papà Ezio padrone indiscusso della sanità marsicana e neo assessore regionale finì in carcere per la prima Tangentopoli abruzzese ed era soltanto dieci anni fa quando sempre Ezio fu costretto a dimettersi da capogruppo regionale di Forza Italia perchè nel frattempo la sentenza di condanna era passata in giudicato. C'era sempre lui dietro la bella figlia, lui che si aggirava in consiglio regionale lui a consigliarla e a indirizzarla. Sono più espliciti i giudici nell'ordinanza di custodia cautelare: un assessore fantoccio, il suo era un ruolo «eminentemente formale e di facciata, laddove il reale soggetto politico dovesse essere individuato nel padre Stati Ezio». Ma dietro di lei che però resta consigliere, non c'è solo il padre, ci sono interessi e favori che fanno capo direttamente anche al presidente della giunta regionale Gianni Chiodi che agisce attraverso Abruzzo engineering, carrozzone buono per tutte le stagioni per il quale il suo studio da commercialista svolge attività di consulenza. Lui non compare ma manovra dietro le quinte, «è al corrente di tutto» dice il suo collega di studio Carmine Tancredi. E' un nuovo forte scossone per l'Abruzzo umiliato dallo scandalo Del Turco e la giunta Chiodi che si insedia con un forte impegno di lealtà e di moralizzazione, tradisce la forte ansia di riscatto della regione. In modo ancora più becero, se possibile, visto che l'ipotesi di corruzione della procura dell'Aquila si consuma sulla pelle degli aquilani.
La giunta regionale è blindata al quinto piano di viale Bovio a Pescara, niente giornalisti nessuna dichiarazione ordina il presidente che affida a otto scarnissime righe il commento di una giornata di fuoco. Un comunicato votato all'unanimità dagli assessori presenti e partorito dopo quattro ore di confronto dagli assessori presenti, secco e asciutto che sprizza solidarietà da tutti i pori. Leggendo l'ordinanza si capisce perchè. E' un'intercettazione telefonica a svelare alcune irregolarità relative ad Abruzzo engineering spa, e al ruolo di Chiodi che agisce attraverso il suo collega di studio Carmine Tancredi ma che «viene informato di tutto». La commissione di lavori gestita dall'assessore Daniela Stati, secondo il gip, aveva consentito ad "Ae spa" «di diventare destinataria di fondi destinati alla ricostruzione». Che ad Abruzzo engineering vengono assegnati fondi pubblici, i giudici lo capiscono ascoltando una telefonata proprio tra la Stati e Carmine Tancredi: «E' da rilevare come quest'ultimo (Carmine Tancredi), risulti socio insieme a Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, dello studio di amministrazione societaria "Chiodi e Tancredi" con sede a Teramo». Utilizzavano i soldi per la ricostruzione per vendere servizi di banda larga. Lo rivela il solito Tancredi alla Stati, facendo riferimento a un rapporto tra Finmeccanica e Regione Abruzzo, «relativamente all'esecuzione di un progetto inerente l'investimento della banda larga - scrive il gip - del costo di circa 24 milioni di euro, affermando che i soldi da utilizzare potrebbero essere anche i fondi per la ristrutturazione dopo il terremoto». La conclusione è scontata: «Dal tenore del colloquio captato è possibile ipotizzare che lo studio associato Chiodi-Tancredi svolga attività di consulenza per l'Abruzzo engineering spa». Chiodi agisce dietro le quinte ma viene informato di tutto, secondo la procura. Il ruolo del governatore, che già alcuni mesi fa fu intercettato per una telefonata di Fusi e di Verdini sugli appalti della ricostruzione, viene svelato da una nuova intercettazione: Tancredi dice alla Stati di organizzare una riunione operativa, alla quale parteciperanno solo i tecnici. «Esatto - risponde Tancredi - Così la politica non c'è! Tu tieni conto che Gianni queste cose che io sto dicendo a te, eh, le conosce perfettamente!». Gianni le conosceva: sarà lui adesso a gestire le deleghe della Stati, fino al rimpasto. Ammesso che glielo consentano.

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