L'AQUILA - Una storia di corruzione come si usa oggi: mazzette no, regali sì, preziosi e auto in cambio di lavori nella ricostruzione post terremoto. L'ex assessore regionale abruzzese, Ezio Stati (FI), padre dell'attuale assessore Daniela, e altre tre persone sono state arrestate dagli agenti della Squadra mobile di Pescara in collaborazione con i colleghi dell'Aquila perché implicati in un'attività illecita di corruzione «al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009», secondo il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila Alfredo Rossini che ha coordinato l'inchiesta. Ezio Stati, già condannato per finanziamento illecito ai partiti, era stato tesoriere della Democrazia Cristiana. Nel 2000 era capogruppo regionale di Forza Italia ma fu costretto alle dimissioni perché passò in giudicato la sentenza di condanna relativa alla precedente vicenda giudiziaria. La figlia, Daniela Stati, assessore regionale alla Protezione civile, ambiente e rifiuti, raggiunta da un avviso di garanzia si è dimessa. Gli altri tre coinvolti nell'inchiesta sono il compagno della Stati, Marco Buzzelli, al quale sono stati concessi i domiciliari, l'ex deputato di FI Vincenzo Angeloni, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica. Per quest'ultimo è stato deciso l'obbligo di dimora nel Comune di Roma. L'inchiesta è quasi tutta incentrata su intercettazione telefoniche in cui tra gli altri appare anche l'ex presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane. A Daniela Stati, in particolare, viene contestato di aver fatto inserire la società "Abruzzo Engineering" in un'ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri. Alla società, le cui quote sono per il 60% della Regione, per il 30 di Finmeccanica e per il restante 10% della Provincia dell'Aquila, dovevano essere affidati studi di progettazione per la ricostruzione del post terremoto, circostanza, però, che non sarebbe avvenuta. In cambio la Stati avrebbe ottenuto delle regalie dall'ex onorevole Angeloni e da Stornelli che a loro volta, grazie ad Abruzzo Engineering, avrebbero ottenuto lavori per proprie società o comunque di amici. Tra i regali anche alcune auto aziendali date all'Avezzano Calcio e un anello di 15 mila euro. Secondo i magistrati la Stati avrebbe fatto "leva" sul Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi e Vincenzo Spaziante, funzionario della Protezione civile per assicurare a Stornelli quindi ad Abruzzo Engineering lavori per un milione e mezzo di euro «al fine di escludere il consorzio ReLuis per avvantaggiare società riconducibili ad Angeloni e Stornelli». «Ci possono essere altri sviluppi - ha detto il procuratore Rossini - la richiesta delle misure cautelari si è basata sull'accertamento di favori e utilità ricevute per aver compiuto attività contrarie ai compiti e ai doveri connessi alla funzione pubblica ricoperta». Il quadro probatorio che emerge, sempre secondo la Procura, «appare incontestabile, considerato che vi sono prove evidenti dei "doni" e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale (Daniela Stati) e alle persone a lei vicine». L'inchiesta è una costola di un'indagine realizzata in pool dal procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, e dai Pm Gennaro Varone e Annarita Mantini. Non si esclude che altre parti dell'inchiesta madre possano essere inviate alle altre procure abruzzesi, come Chieti e Teramo. L'attenzione è anche sul termovalorizzatore: il piano regionale dei rifiuti ne prevede tre, senza specificare le località. Il costo di ogni impianto sarebbe di circa 30 milioni di euro. Sino ad oggi non è partito alcun iter per la scelta delle aree. Non si esclude che tra le attività illegali contestate dalla magistratura ci fosse anche la volontà delle persone coinvolte di «gestire» questo progetto. Questa mattina si svolgeranno gli interrogatori. Gli arrestati sono assistiti dagli avvocati Antonio Milo e Alfredo Iacone del Foro di Avezzano.