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Pescara, 22/04/2026
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03/08/2010
Il Centro
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Terremoto, la cricca abruzzese - Chiodi: totale solidarietà a Daniela. Il presidente tiene per sè le deleghe, il rimpasto dopo il vertice di partito |
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Il governatore non è indagato e secondo la Procura ha operato per tutelare i posti di lavoro L'AQUILA. Altro che terremoto! Il presidente della giunta Gianni Chiodi si ritrova ad affrontare un vero tsunami politico, con le dimissioni dell'assessore Daniela Stati e un'inchiesta che lo sfiora, ma proprio per questo esclude un suo coinvolgimento. Chiodi e la Stati si sono scambiati una telefonata ieri mattina e in pochi minuti l'assessore ha deciso di lasciare l'incarico. «Esprimo solidarietà, convinzione dell'estraneità ai fatti e fiducia della magistratura», ha dichiarato Chiodi, che non ha mancato di sottolineare «la sensibilità istituzionale di Daniela», esprimendole «totale solidarietà, nella convinzione che l'accertamento dei fatti dimostrerà la sua estraneità a quanto contestato, e auspico la massima rapidità nella conclusione delle indagini in corso». Chiodi e l'intera giunta hanno inoltre espresso «grande apprezzamento per il lavoro fin qui svolto dall'assessore Stati, che ha dato prova di dedizione, competenza, capacità ed efficacia, anche in momenti difficilissimi per la Regione Abruzzo». LE DELEGHE. Una decisione sul sostituto della Stati non sarà imminente. Chiodi - «È un fulmine a ciel sereno, ma non mina la stabilità della giunta», il suo commento - per il momento ha preso l'interim all'Ambiente, ai Rifiuti e alla Protezione civile. Ora dovrà prima incontrare il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, e il vice Fabrizio Di Stefano e poi operare una scelta che sia condivisa dal Popolo della libertà. Il nuovo assessore sarà scelto tra l'Aquilano e la Marsica, ma è prematuro fare previsioni. Bisognerà scegliere tra la forza del Pdl sul territorio marsicano e la rivendicazione degli aquilani di un assessorato per il capoluogo, sollecitato ancora di più nella fase post-terremoto. Non potrà essere nominato un assessore esterno visto che già ve ne sono due, quanti ne prevede lo Statuto. IL RUOLO DI CHIODI. Secondo la Procura non risultano elementi indiziari a carico di altri soggetti che pure hanno partecipato attivamente alla modifica dell'ordinanza in favore della Abruzzo Engineering Spa e che condividevano l'attività politica dell'assessore Stati. Il riferimento è in particolare al presidente Chiodi rispetto al quale nulla è emerso in ordine a regalìe o emolumenti. Chiodi non risulta neanche indagato e non ha consapevolezza «del mercimonio della funzione pubblica operato dall'assessore». Secondo la Procura, Chiodi avrebbe operato solo per favorire posti di lavoro aquilani nella ricostruzione. L'unico aspetto su cui secondo la Procura occorre chiarire è l'eventuale sussistenza (e l'entità) di rapporti professionali tra la Abruzzo Engineering e lo studio di amministrazione societaria Chiodi-Tancredi. «Ci mancherebbe altro», puntualizza Chiodi, «che ci fosse un rapporto professionale tra lo studio e Abruzzo Engeenering. È offensivo solo che questa cosa venga evocata in assenza di qualsiasi riscontro. Invito la magistratura a fare il suo dovere e a chiarire che questa cosa non sussiste. Sono certo che la magistratura lo farà velocemente». Sul rapporto con Abruzzo Engeenering Chiodi precisa che «la ricostruzione ha bisogno di una serie di professionalità che ben si attagliano a quelle presenti in Abruzzo Engeenering. Tutta la comunità sindacale e politica aquilana, dalla Pezzopane a Cialente, auspicano che la società in house della Regione possa occuparsi di attività tecniche relative in particolare ai controlli che il Comune dell'Aquila deve fare. Io ritengo assolutamente opportuno, anche per motivi di trasparenza, che ci si possa avvalere di questa società e per questo il sindaco Cialente mi ha mandato una esplicita richiesta che ho girato alla Protezione civile nazionale perché possa essere prevista in un'ordinanza». «Ritengo di fare così una cosa doverosa», conclude Gianni Chiodi, «nell'interesse della ricostruzione della Regione e dei 200 dipendenti di Abruzzo Engeenering. E continuerò a farlo. Naturalmente per questo non ottengo benefìci in termini monetari, doni e quant'altro. Ribadisco la mia decisione di continuare su questa strada perché si tratta di un'azienda della Regione».
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