L'ex assessore si difende: ho solo cercato di tutelare i lavoratori
L'AQUILA - Una tigre. E non in "gabbia", come il padre che, dopo la notte in carcere, quando la vede al palazzo di Giustizia, prima degli interrogatori, la saluta scherzosamente: «Assessore». Daniela Stati, ex assessore, ma ancora consigliere regionale, grida la sua innocenza e respinge, come tutti gli altri indagati: il padre Ezio e Vincenzo Angeloni, finiti in carcere; il compagno Marco Buzzelli (ai domiciliari) e l'amministratore delegato di Selex service management, Sabatino Stornelli (obbligo di dimora a Roma), le accuse di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla ricostruzione post terremoto dell'Aquila. Si ritiene vittima sacrificale, ringrazia per la fiducia il presidente della Regione, Gianni Chiodi («Ho scelto di dimettermi per correttezza istituzionale e per dimostrare che non c'entro nulla»), Denis Verdini, e, soprattutto, dice: «Caro presidente Berlusconi, io mi aggiungerò agli altri casi nazionali». «Se devo essere accusata perché voglio che dei lavoratori possano avanzare diritti nei confronti della Regione, è vero, come politico ho fatto questo». Il riferimento è ad Abruzzo Engineering, società in house della Regione (200 dipendenti, partecipata al 60% da Regione Abruzzo, 30% da Finmeccanica attraverso Selex, 10% da Euroservizi Provincia dell'Aquila), favorita dalla Stati, secondo il Gip, in cambio di costosi regali per sé e per le persone a lei vicine, perché fosse «destinataria di fondi destinati alla ricostruzione post sisma dell'Aquila», per un progetto (un milione e mezzo di euro), non ancora elaborato, di supporto al Genio Civile, a scapito del Consorzio ReLuis (Rete di laboratori universitari di ingegneria), che quel lavoro lo avrebbe svolto gratis. La sua unica colpa? «Quella di aver cercato di tutelare i diritti dei lavoratori, ci sono 12 pareri legali e 8 delibere fatte dalla Giunta precedente che la certifica come società che deve prendere i lavori da parte della Regione». «Non abbiamo avuto alcun regalo da Angeloni, nè tantomeno un anello con brillante dal valore di 15 mila euro» continua, mentre il suo compagno, Marco Buzzelli, è impegnato nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip. «Marco aveva affittato un appartamento a un giocatore del Pescina o dell'Avezzano Calcio. Luca Mastroianni, che faceva parte della dirigenza dell'Avezzano o del Pescina, ha un negozio di pietre preziose. Il mio compagno mi ha detto: "Io ti vorrei fare un regalo perché ho conosciuto una persona che mi darebbe l'anello con un brillante solo a 6 mila euro"». «Abbiamo litigato - spiega l'ex assessore - perché gli ho detto: "Ti hanno già fregato l'affitto". Il giocatore è stato in affitto 10 mesi a casa del mio compagno senza pagarci. Lui mi ha risposto: "Vediamo, adesso ci provo a parlare, vediamo se riesco a prendermi l'anello, a me non hanno mai dato un affitto"». Primi a comparire per l'interrogatorio davanti al Gip, Angeloni ed Ezio Stati, assistiti dall'avvocato Antonio Milo, si dicono estranei ai fatti. Per entrambi presentata istanza di scarcerazione. «Ezio Stati è totalmente estraneo ai fatti contestati - dice Milo - e ha spiegato in maniera chiara e persuasiva tutte le intercettazioni». Quanto ad Angeloni, Milo racconta che «l'ex parlamentare marsicano ha respinto le interpretazioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche date dalla Procura. La sua posizione è totalmente sganciata da quello che dovrebbe essere il profilo corruttivo essenziale della vicenda secondo l'impostazione data dagli inquirenti». «Abruzzo Engineering ha una storia lunga e collaudata che non ha nulla a che vedere con la Valle del Giovenco» afferma, prima di comparire davanti al Gip, come ultima delle persone indagate, Sabatino Stornelli, fino a qualche mese fa presidente della Valle del Giovenco, in Prima Divisione: «Io sono di Avezzano, conosco le altre persone coinvolte da tanto tempo, non c'era bisogno di architettare tutto questo marchingegno». Stornelli conferma di avere avuto un rapporto conflittuale con Angeloni: «È un motivo che mi ha spinto a lasciare la Valle del Giovenco». La sua preoccupazione più grande è che si pensi che le sue attività abbiano sfruttato il terremoto: «Per L'Aquila abbiamo fatto degli interventi importanti lavorando su vari servizi tecnologici di rete che abbiamo messo a disposizione, anche in vista del G8. Per questi lavori avanziamo vari milioni dalla Regione... che, da quando c'è la Giunta Chiodi, non ha dato più un euro di attività ad Abruzzo Engineering».