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Data: 05/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi e il socio Tancredi nel tritacarne dell'inchiesta

L'AQUILA - Carmine Tancredi è amico, compagno di Università, socio nello studio di consulenza amministrativa, del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che, quando era sindaco di Teramo, lo nominò anche assessore alle Finanze, dopo le dimissioni di Ferdinando Cantagalli. Insomma, un "fratello", che gli è stato sempre al fianco, anche e soprattutto durante la campagna elettorale di due anni fa, continuando a farlo successivamente, quasi in simbiosi. Il contenuto della telefonata tra Daniela Stati e Tancredi, intercettata dagli investigatori, dunque, solleva molti interrogativi ed ecco perché il Gip "suggerisce" ulteriori approfondimenti sui «rapporti professionali tra Abruzzo Engineering e lo studio Chiodi - Tancredi», nonostante il governatore abbia già chiarito che non ne esistono. La Procura, però, non ha ordinato per ora un approfondimento e conferma che non esistono provvedimenti nei confronti di Chiodi. «E chi ha detto che la Squadra Mobile stia indagando su questo?» ha risposto Alfredo Rossini. A quale titolo, dunque, Tancredi parla con la Stati dell'inserimento di Abruzzo Engineering nell'ordinanza del Consiglio dei Ministri? Il gip Marco Billi sembra dare una risposta alla domanda quando scrive: «Nel corso del colloquio... Tancredi, collaboratore della Finmeccanica, fa riferimento a un rapporto tra Finmeccanica e Regione Abruzzo relativamente all'esecuzione di un progetto inerente l'investimento della banda larga (del costo di circa 24 milioni di euro) e indica la Abruzzo Engineering come società che si dedicherà sul mercato per vendere servizi di banda larga, affermando che i soldi da utilizzare potrebbero essere anche i fondi per la ristrutturazione dopo il terremoto». Conclusione del Gip: «Dal tenore del colloquio captato...appare possibile ipotizzare che lo studio associatio Chiodi - Tancredi svolga attività di consulenza per la Abruzzo Engineering». La cosa certa è che tutti, all'Aquila, ma proprio tutti, si prodigano, in maniera lecita o no, sarà la magistratura a deciderlo, per "salvare" Abruzzo Engineering e i suoi dipendenti. Le intercettazioni fanno emergere anche che l'affidamento dei fondi all'Abruzzo Engineering «non è possibile in mancanza della presentazione di un progetto, dal momento che non risulta assolutamente chiaro per lo svolgimento di quale lavoro dovrebbero essere stanziati». L'assessore Stati, nel momento in cui apprende dal suo segretario che (forse per un disguido) non risulta ancora predisposto un progetto per far lavorare la società, «va letteralmente su tutte le furie esprimendo in maniera chiara quanto colorita la strumentalità dell'inserimento della società nell'ordinanza». Ergo: «Tale inserimento, infatti, era stato ottenuto solo per consentire l'erogazione di fondi alla società, indipendentemente dal tipo di lavoro che in concreto la stessa avrebbe dovuto svolgere, da definire in un secondo momento». In tal senso, il Gip interpreta (fatti salvi successivi approfondimenti) l'augurio di Chiodi espresso alla Stati: «Speriamo che questi siano in grado di occuparsi di essere una spalla valida della ricostruzione, no?». La Stati, d'altra parte, dice, al suo segretario, Federico Cecchini, secondo quanto scritto dal Gip: «Noi dovevamo dare un lavoro ad Abruzzo Engineering di un milione e cinquecentomila euro perché io mi sono reinventata il lavoro... e ce lo siamo fatti mettere nell'ordinanza!!! Ancora stiamo là?!». Cecchini: «...Sorgi dice:...sì io so ho...un impegno morale...però, nel momento in cui non si concretizza l'ufficio di costruzioni...io che cosa faccio?...perché che gli faccio fare adesso questi fiorellini? Fino a quando non si costituisce sto ufficio di costruzioni...io non so praticamente cosa farci fare...». Dopo la telefonata con Cecchini, la Stati chiama Sabatino Stornelli e, nella conversazione, «viene fatto riferimento ad alcune rendicontazioni di Abruzzo Engineering che hanno creato qualche problema in sede di controllo sull'esecuzione di affidamenti fatti alla stessa società». Il discorso, secondo il Gip, verrà ripreso qualche giorno dopo, nel corso di una conversazione telefonica tra Chiodi e il funzionario regionale Altero, «laddove viene fatto riferimento ad alcuni lavori che la società ha svolto "di fatto" (senza alcun titolo di legittimazione) dopo il sisma del 6 aprile 2009». E la Stati, successivamente, si lamenta con Chiodi del fatto che «quelli di Abruzzo Engineering sono dei bugiardoni perché ha avuto modo di accertare l'assenza in Regione di qualsiasi delibera che ratifichi i conferimenti di incarichi pregressi». Nella conversazione tra la Stati e il funzionario regionale Vanna Andreola emerge, altresì, «che... sarebbero state registrate gravi anomalie in ordine a spese pregresse effettuate da Abruzzo Engineering per circa 40 milioni di euro».

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