L'ex An: «Faremo in Parlamento i nomi di decine di inquisiti candidati ed eletti nei consigli»
ROMA. «A settembre ne vedremo delle belle». Arriva come una sciabolata la minaccia dei finiani, Fabio Granata in testa, che annunciano un autunno di fuoco con battaglie sui ddl anticorruzione, processo breve e opposizione estrema alle leggi ad personam.
Silvio Berlusconi storce il naso davanti alla nascita del terzo polo, ma con questa nuova realtà politica deve fare i conti. I suoi nuovi (e vecchi) avversari sono lì a ricordarglielo. Intanto, il neonato gruppo autonomo di Fini, Fli, affila le armi per l'autunno. «Alla ripresa - dichiara il finiano Granata - ci batteremo per l'immediata approvazione di un rigoroso ddl anticorruzione, porteremo in Parlamento i nomi delle decine di inquisiti candidati ed eletti nei consigli regionali, provinciali e comunali, inchiodando i partiti alle loro responsabilità». «Abbiamo creato una vasta area parlamentare maggioritaria - sottolinea Granata - che sui temi della legalità e del contrasto alle mafie non permetterà più strappi e deviazioni».
La realtà del nuovo scenario politico è che i finiani saranno in grado con i loro voti di scompaginare i programmi di riforme del premier. Possono opporsi al ddl sul processo breve che risolverebbe i guai giudiziari del Cavaliere, oppure tornare a proporre il ddl bipartisan sulla cittadinanza, quello che renderebbe più semplice agli immigrati divetare italiani.
A fare una prima analisi della situazione è Pier Ferdinando Casini che invita il presidente del Consiglio a «prendere atto rapidamente della novità politica in campo», come peraltro ha già fatto il Pd, oppure a «dimettersi» se non è in grado di governare.
Il leader dell'Udc si mantiene cauto sulla nascita del "terzo polo" o del "grande centro", preferisce parlare di un'«area» destinata ad allargarsi che è il «grande elemento del futuro» e che ha come «collante la responsabilità nazionale». E pensa all'elettorato: «Il Paese va ricucito, non sfasciato. Non tutti gli italiani accettano di essere cooptati fra gli adulatori o i carnefici di Berlusconi. Ci sono cittadini che pensano di arrivare a fine mese oppure di andare in vacanza, se ci sono i soldi. Questa è l'area a cui ci rivolgiamo».
Il premier ha manifestato apertamente la volontà di andare alle urne, una «follia» secondo Casini. «La strada delle elezioni nel nome del bipolarismo è una fuga dalle responsabilità. Non si può proporre una terza legislatura dopo che le ultime due sono durate solo due anni». Sulla prospettiva di un governo di transizione per riformare la legge elettorale, avanzata da Massimo D'Alema, Casini precisa: «Prima Berlusconi si deve dimettere... L'attuale legge elettorale è illiberale, perché 4-5 leader decidono per tutti i parlamentari, bisogna restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari».
Francesco Rutelli, leader di Api, invita il Pd a decidere tra loro e l'Idv di Di Pietro, con cui si sarebbe sentito «più a disagio» che non accanto a Fini. Contrario all'ipotesi di elezioni anticipate, Rutelli sottolinea che quello in carica è un «governo di coalizione» che dopo aver «subito le infinite pretese della Lega, ora farà i conti con le posizioni ben più ragionevoli dei finiani».