Finisce in manette, dopo quasi un anno di indagini, la banda del «Crash machine»della Stazione ferroviaria: in pochi mesi ha messo a segno oltre 30 furti ai danni delle macchinette automatiche emettitrici di biglietti nelle Stazioni di Calabria, Molise, Puglia, Toscana e Abruzzo. Per mesi è stato definito "il caso delle Stazioni": il quotidiano "Il Tempo" aveva seguito con attenzione l'evoluzione dei colpi, raccogliendo le segnalazioni di lettori e cittadini, spesso anche infastiditi dalla presenza di macchinette guaste all'interno delle Stazioni di Pescara e Montesilvano. Ma, sin dal primo episodio, la Polizia, non ha abbassato la guardia. In collaborazione con gli agenti della Polfer di Gioia Tauro e con la Procura della Repubblica di Vibo Valentia (competente per territorio dal momento che il primo colpo è stato registrato nella Stazione di Vibo-Pizzo), gli uomini della Polizia di Pescara hanno fornito un valido contributo iscrivendo sul registro degli indagati ben 9 romeni ritenuti responsabili dei furti perpetrati tra ottobre e dicembre dello scorso anno. I risultati investigativi, pienamente condivisi dalle altre Istituzioni coinvolte nell'attività investigativa, hanno permesso al gip del tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, di emettere 5 ordinanze di custodia cautelare. Accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, sono stati arrestati Costantin Asmarandei, di 45 anni, e Gabriel Vasile Lipciuc, di 22. Per Florin Stratulat, di 22 anni, la notifica dell'arresto è stata fatta nel carcere di Mantova, dove era già stato spedito per altri reati. Restano latitanti altri due componenti della banda, ricercato su tutto il territorio nazionale.