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Pescara, 15/05/2026
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Data: 05/10/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Probabile cancellazione del tetto del 5% che limita il diritto di voto dei costruttori. Bonino, tetto viola le norme UE

AUTOSTRADE:PROBABILE CANCELLAZIONE TETTO 5% COSTRUTTORI++
(ANSA) - ROMA - Probabilmente verra' cancellata la norma che limita al 5% il diritto di voto dei costruttori in societa' come Autostrade e che e' contenuta nella manovra finanziaria. Lo si apprende da fonti governative. Il testo del decreto collegato alla Finanziaria relativa alle concessionarie, sottolineano le fonti, verra' sicuramente riscritto per modificare totalmente la parte del tetto del 5% imposto al diritto di voto dei costruttori nelle societa' che gestiscono concessioni autostradali. La modifica alle norme contenute nel decreto collegato alla finanziaria, spiegano le fonti, nasce dalla volonta' di renderlo interamente conforme alle norme comunitarie, relative alla libera circolazione dei capitali. Le fonti ribadiscono inoltre che il Governo non si oppone alla fusione fra Autostrade ed Abertis. Alla riunione erano presenti il presidente del Consiglio, Romano Prodi, il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, quello delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e quello delle Politiche Comunitarie e il Commercio Estero, Emma Bonino

AUTOSTRADE: BONINO, TETTO 5% VOTO COSTRUTTORI VIOLA NORME UE

(ANSA) - ROMA - ''Penso di si'. Si e' preso atto che il tetto non era una metodologia appropriata in termini comunitari''. Cosi' il ministro delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, risponde ai giornalisti che le chiedono conferma dell'abolizione del tetto del 5% ai diritti di voto dei costruttori presenti nell'azionariato di societa' concessionarie autostradali previsto dal modello di convenzione unica introdotto con il decreto fiscale che accompagna la Finanziaria. ''Prendo atto con soddisfazione - ha aggiunto Bonino - che il decreto sara' riscritto. Ci sara' una riunione tecnica nel pomeriggio. Io ho fatto notare che questa misura e' in assoluta violazione delle norme comunitarie per quanto riguarda la libera circolazione dei capitali''. Il ministro ha sottolineato che sarebbe bastato ''ricordare il tetto del 2% imposto a EdF: un precedente molto recente che poteva mettere sull'avviso prima di scrivere il decreto''. Da questo punto di vista Bonino non si e' lasciata sfuggire una punta polemica: ''Forse - ha concluso infatti - sentire dei pareri di aderenza comunitaria da un ministro che ne ha la delega poteva essere di aiuto e non sarebbe stata una perdita di tempo''

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