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Pescara, 18/04/2026
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Data: 07/08/2010
Testata giornalistica: Il Cittadino di Lodi
Tpl e manovra - Trasporto pubblico, si rischia il collasso. In arrivo una sforbiciata da 314 milioni di euro per la Lombardia: scatta l'allarme per la riduzione delle corse e per i rincari

Anche le "corrierine" urbane nel mirino dei tagli della manovra n "Autunno caldo" in vista per bus e corrierine: i mezzi pubblici sono finiti nel mirino della manovra Tremonti.

In Lombardia il taglio per il trasporto pubblico locale ammonta a 314 milioni di euro, arrivando così al 30 per cento della spesa complessiva. Cifre che hanno creato un putiferio, soprattutto per le conseguenze che potrebbero avere sui servizi offerti ai cittadini: «È del tutto evidente che se tale misura fosse confermata - fa sapere l'Associazione nazionale dei comuni italiani -, le ricadute per il trasporto pubblico regionale su gomma e su ferro sarebbero devastanti, al punto tale che, insieme a una significativa riduzione dei servizi, occorrerebbe mettere mano in maniera pesante anche alle tariffe. Un mix insostenibile sia per i costi sociali che per quelli ambientali».Gli operatori che lavorano sul territorio sono molto preoccupati, anche se per il momento aspettano di conoscere con precisione i numeri della "sforbiciata" che colpirà il Lodigiano.«È difficile fare previsioni - commenta Sergio Resconi, direttore generale di Line -, bisognerà trovare il giusto "mix" tra i tagli e l'adeguamento delle tariffe prospettato per l'anno prossimo. Se si pensa all'impatto sul servizio pubblico, si dovrà probabilmente incidere sui servizi festivi, su quelli del sabato pomeriggio e della domenica, quando c'è meno gente. È chiaro che i turni possono cambiare, così come si dovrà pensare a rimodulare il servizio urbano, allungando la frequenza tra una corsa e l'altra, mentre per quanto riguarda l'extraurbano si rischia di non fornire più il servizio ad alcuni comuni».Egidio Zoncada, direttore della Star, viaggia sulla stessa lunghezza d'onda: le prime corse a essere cancellate o ridotte sarebbero quelle dei giorni festivi. Dal suo punto di vista, nel caso in cui la mancanza di risorse dovesse essere così pesante, come è stato prospettato in questi giorni, ogni azienda del settore potrebbe essere costretta a considerare la possibilità di aprire procedure di cassa integrazione o mobilità. «Dobbiamo capire esattamente quale direzione intende intraprendere la Regione - afferma Zoncada -, i nostri autobus sono tutti pieni, è difficile stabilire quali corse sopprimere. Siamo molto preoccupati per ciò che potrebbe accadere. Il trasporto pubblico è già stato penalizzato in passato, in più abbiamo dovuto affrontare l'aumento del costo del personale e del gasolio. Aspettiamo di vedere che cosa accadrà».Lorenzo Guerini, sindaco di Lodi, teme che i tagli penalizzeranno in modo particolare il trasporto urbano, un servizio dove il rapporto tra costi e ricavi mostra già da tempo delle criticità. «Un provvedimento simile implica o l'aumento delle tariffe o l'intervento dei comuni, costretti a ridimensionare le corse. Una situazione difficile da gestire, bisogna che il governo si renda conto che lo scenario sarà molto complicato. È una decisione sbagliata, ancora una volta tutto ricade sui comuni e sugli utenti. Spero che ci sia il margine per riaprire il confronto, questo è un comparto dove c'è la necessità di importanti investimenti».A settembre il governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni, dovrà affrontare la questione con l'assessore alla partita, Raffaele Cattaneo. Il rischio è quello di isolare interi paesi del territorio, ma il timore è anche quello di lasciare a piedi studenti e operai

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