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Pescara, 18/04/2026
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Data: 07/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tirrenia, il giudice fissa l'udienza. Depositato il ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza. Oggi consiglio di Mediterranea: si sgonfia l'azione legale. Banche esposte per 476 milioni, dei quali 270 a breve termine

MILANO - Depositato il ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza nell'ambito dell'amministrazione straordinaria di Tirrenia sulla quale Mediterranea Holding non molla la presa convocando per oggi il consiglio di gestione a Catania. E nell'indebitamento dei traghetti di Stato, la cui privatizzazione è saltata perchè l'unico pretendente - Mediterranea holding - non ha presentata nei tempi fissati l'offerta a Fintecna, oltre ai 476 milioni verso le banche e i 100 milioni verso la controllante, spuntano altri 30 milioni verso tre compagnie regionali (Caremar, Toremar, Faremar).
Nelle ultime ore il commissario Giancarlo D'Andrea, insediato due giorni fa con un decreto di Silvio Berlusconi, assistito dal prof Andrea Zoppini, ha depositato al tribunale fallimentare di Roma l'istanza della procedura-Marzano, modificata per Alitalia. E si attende che i giudici fissino, probabilmente per la prossima settimana, l'udienza per la dichiarazione dello stato di insolvenza. La procedura prevede l'accertamento dello stato passivo e D'Andrea avrà 180 giorni di tempo per stilare una relazione nella quale espliciterà i motivi dell'insolvenza. E proporrà le modalità di liquidazione dell'attivo. In pratica trovare qualche acquirente. Vincenzo Onorato si è fatto avanti ieri su La Stampa, manifestando l'interesse però, solo per Tirrenia, non per Siremar. Mediterranea, invece, che aveva tentato due giorni fa, a tempo scaduto, affiancata dagli avvocati Mario Santaroni, Francesco Marotta, Giuseppe Loffreda e Alfio D'Urso di rientrare in gioco accettando il contratto predisposto da Fintecna, assistita dai legali di Clifford Chance e non subordinato all'ok delle banche, resta in campo per l'intero gruppo. Il consiglio di gestione è convocato oggi a Catania, alle ore 15 per mettere a punto le contromosse. Perde consistenza l'ipotesi di avviare azioni legali nei confronti di Fintecna e si rafforza la volontà dei soci di perseguire l'obiettivo dell'acquisto di Tirrenia con Siremar anche nelle condizioni attuali. Le indiscrezioni di un aumento di capitale di 25 milioni da sottoporre all'esame di un'assemblea sembrano stridere col piano di lavoro che prevedeva una ricapitalizzazione per la fase immediatamente successiva all'effettivo trasferimento delle azioni. «Per noi niente è perduto», dice il presidente Salvatore Lauro, «abbiamo proposte di gruppi imprenditoriali albanesi, libici, egiziani, tunisini, e di fondi interessati ad entrare nella cordata, e abbiamo un piano di sviluppo del Mediterraneo, un progetto che guarda all'area di scambio con i Paesi dell'area». Il caso-Tirrenia viene seguito con attenzione dalle banche creditrici la cui esposizione precisa, si attesta a 476 milioni dei quali circa 270 a breve termine e in gran parte "in bianco" (senza garanzie), il resto a medio lungo termine e ipotecario. Le principali banche esposte a breve sono: Mps con 52 milioni, Bnl (48 milioni), Intesa Sanpaolo (40 milioni), Unicredit (26 milioni), Bbva (11 milioni). A mediolungo termine invece ci sarebbero il pool con capofila Calyon da 90,8 milioni del quale Unicredit avrebbe una quota importante, Intesa con 27 milioni - e un'ipoteca su Palazzo Sirignano a Napoli sede di Tirrenia - e Mcc (Unicredit) con 23,5 milioni.



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