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Pescara, 18/04/2026
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Data: 07/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi inaugura la nuova sala e si emoziona. «Qui ho lasciato il cuore. Le inchieste? Sono finito nel tritacarne»

TERAMO. Tutti in piedi ad ascoltare l'inno nazionale. Si è aperta così, ieri mattina, la cerimonia d'inaugurazione della sala consiliare di piazza Orsini. Al termine di due anni di lavori, seguiti alle lesioni causate dal terremoto del 6 aprile dell'anno scorso, l'aula civica è tornata ad essere il cuore dell'attività istituzionale cittadina.
Per il taglio del nastro, in quella sala che ha visto il suo esordio in politica è rientrato dopo due anni il presidente della Regione Gianni Chiodi. Da lì, come lui stesso ha ricordato, nel luglio del 2008 l'ex sindaco era partito per la corsa elettorale verso l'Emiciclo.
A precedere il suo intervento e i saluti del primo cittadino Maurizio Brucchi e del presidente del consglio Angelo Puglia, affiancati dal prefetto Eugenio Soldà e dal presidente della Provincia Valter Catarra, è stata la benedizione impartita dal parroco della cattedrale don Aldino Tomassetti. Il sacerdote ha portato il saluto e un dono del vescovo Michele Seccia: il crocifisso d'argento che Brucchi ha appeso alla parete dietro i banchi della giunta.
«Tra queste mura, per centinaia di anni», sottolinea il primo cittadino, «sono state pronunciate le parole e sono state compiute le scelte che hanno definito il profilo di Teramo». Per questo alla cerimonia sono stati invitati anche gli ex sindaci, tra i quali però era presente solo Ferdinando Di Paola.
«Sono molto emozionato», rivela Chiodi prima del discorso ufficiale, «ho lasciato qui il mio cuore». Il governatore loda Teramo per il suo «dinamismo politico, culturale e sociale» ma non può ignorare l'ennesima bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla Regione. «L'onestà serve a stare in pace con la propria coscienza», osserva, «ma non basta a evitare di finire nel tritacarne».
Il presidente nega che il suo socio di studio Carmine Tancredi abbia mai ricevuto incarichi da Abruzzo Engineering e ripete che la consulenza a sua cugina Ilaria Valentini fu assegnata nel 2007 dalla giunta Del Turco. «Capisco che si voglia gettare fango su di me», conclude, «ma l'Abruzzo ha bisogno di serenità, di ricostruire e di uscire dalla crisi economica più grave dal 1929».

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