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Pescara, 18/04/2026
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Data: 08/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Guasto al traghetto Clodia diretto in Sardegna: partenze rinviate al mattino e al pomeriggio. Filt-Cgil «Tutto quello che è accaduto è stato causato dalla totale negligenza dell'azienda. L'equipaggio ha fatto tutto quello che poteva fare»

CIVITAVECCHIA - Una notte da incubo, in attesa che la nave che li doveva portare in Sardegna mollasse gli ormeggi, e mezza mattinata trascorsa sull'asfalto infuocato delle banchine, sbatacchiati prima da una parte e poi dall'altra, nella speranza di "trovare" la nave giusta. La cronaca di una giornata di caos totale per quasi 2.000 passeggeri al porto di Civitavecchia scatta dalla serata di venerdì. Il traghetto "Clodia", che come sempre effettua la tratta Cagliari-Civitavecchia, ha un guasto al motore e attracca con 10 ore di ritardo (200 i passeggeri a bordo). Gli operai e i pezzi di ricambio indispensabili per ripristinare i lavori in sala macchine devono arrivare da Livorno. I 2.000 passeggeri diretti in Sardegna vengono fatti salire sulla nave. C'è chi riceve un sms da Tirrenia: la partenza slitta di 4 ore. Ma a mezzanotte il traghetto è ancora ormeggiato: non si parte. E la partenza viene rimandata per due volte: alle 5 di ieri e poi di nuovo alle 18,30.
A bordo l'atmosfera non è certo delle migliori. Ci sono donne e bambini. Che con il passare delle ore iniziano a spazientirsi. «Ci sentivamo sequestrati», dirà qualcuno. L'orario della partenza viene ancora posticipato, prima alle 4, poi alle 5,30. Ecco, si parte. No, è l'ennesimo falso allarme. Alle 6 si ordina ai passeggeri di scendere dal traghetto. Il messaggio che filtra è che ci sono due navi pronte a salpare, lo "Sharden" (diretto a Olbia) e l'"Aurelia" (per Arbatax, che anticipa in via del tutto eccezionale la partenza). Dalle 7 alle 11 il piazzale delle banchine 2, 16 e 18 del porto di Civitavecchia si trasforma in un ingorgo infernale di lamiera rovente. «Non si capisce più niente - racconta Ettore Sabelli, di Palestrina - Un momento ci dicono di metterci in fila da una parte, un istante dopo tutto si capovolge, e via dall'altra!». I servizi che nello scalo gestiscono la viabilità fanno il possibile per incanalare le auto, ma la scarsa comunicazione e l'arrivo dei passeggeri delle corse successive rendono la situazione ancora più disordinata. Intervengono le forze dell'ordine.
«Abbiamo trascorso tutta la notte sul "Clodia" - spiega il dottor De Angelis, di Guidonia -. Le comunicazioni di Tirrenia si sono rivelate sbagliate. A bordo non ci davano nessuna informazione. Ci sono stati momenti di panico». Volontari della protezione civile distribuiscono bottigliette d'acqua alle signore accaldate nelle auto in attesa. «Sulla nave avevano chiuso il bar - ruggisce Dario, del quartiere Flaminio -. Qualcuno, preso dalla sete, ha anche provato a forzare le grate». Volano parole pesanti. «È uno scandalo - urla Silvia Fusco di Roma - Abbiamo perso un giorno di ferie: sono ore che aspettiamo, non ce la facciamo più». Gli uomini della Polizia del commissariato di Civitavecchia placano gli animi, evitando che la situazione degeneri. Guardia di finanza, Carabinieri, Guardia costiera, Polmare e Autorità Portuale: il dispiegamento di forze è piuttosto notevole. La giornata, d'altronde, è da "bollino nero". Il malcontento dei passeggeri si placa solo con la partenza, intorno alle 11, dello "Sharden" e dell'"Aurelia". «Forse tocca a noi - dice, speranzoso, Carlo Amendola di Roma -. Dovevamo andare ad Arbatax e invece siamo costretti ad arrivare ad Olbia. Che dire, ringraziamo la compagnia...». Una situazione, quella di Tirrenia mai così ingarbugliata. Insorge anche la forza lavoro. «Tutto quello che è accaduto - spiega il sindacalista Filt-Cgil imbarcato sul "Clodia", Francesco Montano - è stato causato dalla totale negligenza dell'azienda. L'equipaggio ha fatto tutto quello che poteva fare». Intanto, la onlus "Cittadinanzattiva" chiede il risarcimento delle vittime per i "gravi disservizi" che si sono registrati a Civitavecchia, parlando di «totale disinformazione, mancanza assoluta di assistenza». Insomma, una giornata da incubo, proseguita anche in serata per i passeggeri (circa 800) che dovevano andare in Sardegna con il "Clodia", ieri notte ancora placidamente ormeggiato alla banchina 16 dello scalo.

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