ROMA - I sindacati chiedono chiarezza al governo sul futuro di Tirrenia dopo lo stop della privatizzazione e l'avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato d'insolvenza. Una situazione difficile anche in considerazione delle durissime polemiche sollevate dalla società Mediterranea, unica candidata all'acquisto dei traghetti di Stato, e il cui cda, riunitosi ieri a Catania, ha stavbilito di voler andare avanti con l'azione per l'acquisizione della Tirrenia, ha confermato la fiducia nel presidente Salvatore Lauro e convocato per fine mese dell'assemblea dei soci. C'era in ballo l'ipotesi di un aumento di capitale della società che, dopo essersi aggiudicata la gara, era stata esclusa da Fintecna a causa del ritardo nella stipula del contratto. L'eventuale aumento sarà comunque ratificato in una successiva convocazione.
I sindacati temono lo «spezzatino» della società e per la sorte dei 2 mila dipendenti. «Le assicurazioni del commissario straordinario di Tirrenia, Giancarlo D'andrea circa il suo intendimento di convocare alla fine di agosto a Roma le organizzazioni sindacali - dice Caronia della Uil trasporti - non solo non ci rassicurano per niente, ma ci fanno agitare ancora di più». Per il segretario generale della Uiltrasporti deve intervenire il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con la a convocazione di un incontro a stretto giro di posta. «Chiedo - aggiunge il sindacalista, oltre che un immediato incontro col dott. D'Andrea il quale ha già iniziato, scavalcando il sindacato, a sentire e parlare direttamente con i lavoratori che cerca di tranquillizzare ed ai quali non dice invece che il ricorso alla legge Marzano è in realtà l'anticamera del fallimento e dello spezzatino, al presidente Berlusconi che ha dichiarato di aver rinunciato alle ferie di convocare immediatamente il sindacato e quanti hanno titolo ad intervenire su questa vicenda, allo scopo di concordare il da farsi ed evitare che si porti a termine un insopportabile misfatto ai danni dei lavoratori e del Paese».
Appare al sindacato, infatti, sempre più chiaramente «come i lavoratori di Tirrenia e Siremar siano stati ingannati e come siano rimasti vittime di una colossale e premeditata messa in scena quale è stata quella del il finto processo di privatizzazione», dice Caronia, notando come la tempistica della partita su Tirrenia sia stata «solo apparentemente casuale».
«È stata studiata in modo tale che - sottolinea Caronia - la inspiegabile e non so quanto legittima nomina ex-ante del commissario straordinario, credo fatta anche in assenza della necessaria formale dichiarazione dello stato di insolvenza, coincidesse con la pausa feriale e che, in ragione del forzato fermo del Paese e degli ormai insopportabili impedimenti di legge ad esercitare il sacrosanto diritto di sciopero nel mese di agosto, la prevedibile reazione col passare dei giorni si potesse affievolire e che comunque, artatamente rimandata a settembre, potesse risultare quasi inefficace», accusa.
Come anticipato dal Messaggero, il commissario straordinario di Tirrenia Giancarlo D'Andrea ha depositato al Tribunale fallimentare di Roma l'istanza per l'ammissione alla legge Marzano per l'amministrazione straordinaria.