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Data: 05/10/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Metro a L'Aquila. Il soprintendente: il progetto ora è da rivedere. A breve dovrebbe essere convocato un tavolo tecnico con la presenza del Comune

Pentrella: il ministero non ha detto no al passaggio in via Roma ma chiede modifiche

L'AQUILA. Dopo il parere negativo espresso dal Comitato tecnico del ministero dei Beni culturali, al Comune non resta che una strada: redigere un nuovo progetto, conforme alle disposizioni della Soprintendenza. Una sorta di "sanatoria", che consentirebbe di riaprire il discorso sul passaggio della metro in via Roma. Ma prima, bisognerà rimettere mano ai lavori eseguiti finora.
Il Soprintendente ai Beni architettonici, Ruggero Pentrella, invita l'amministrazione al dialogo, per raggiungere un'intesa.
Soprintendente, dopo il parere negativo espresso dal Comitato tecnico-scientifico, il cantiere di via Roma dovrà essere chiuso?
Va chiarito, innanzitutto, un punto: il Comitato non ha detto "no" al passaggio della metro in via Roma, bensì ha bocciato il progetto presentato dal Comune, che non è stato ritenuto idoneo, né conforme alle norme di sicurezza. Ma il problema è di più ampio respiro perché investe anche l'intervento eseguito finora.
Quali sono, a questo punto, i passaggi che il Comune dovrà fare per salvare il progetto della metro?
In sede di Comitato abbiamo sostenuto la nostra tesi: i lavori eseguiti finora sono dannosi, in termini irreversibili, per gli edifici vincolati. Il progetto redatto dal Comune presupponeva un parere preventivo del ministero, prima dell'avvio dei lavori. Così non è stato. L'amministrazione dovrà, adesso, rivedere il progetto, ma dovrà farlo secondo le indicazioni della Soprintendenza.
Insieme agli atti avete presentato al ministero una vasta documentazione fotografica.
Le foto riproducono l'attuale situazione degli scavi, che sono stati eseguiti in modo inconsueto. Sono molto profondi e vanno a intaccare le fondazioni degli edifici, che sono state "liberate" dal terreno circostante creando problemi di stabilità. E' stato intaccato il cosiddetto bulbo delle fondazioni.
Per evitare che gli edifici vincolati possano subire, nel tempo, un danneggiamento, è necessario un nuovo intervento tecnico?
Senza dubbio. Non solo i lavori su via Roma dovranno essere bloccati, ma bisognerà recuperare quanto fatto finora e concordare con la ditta che sta eseguendo l'opera tutte le operazioni da eseguire, a partire dalla revisione del progetto tecnico presentato dal Comune, che non risponde alle normative vigenti.
L'unica soluzione è presentare un nuovo progetto che preveda il passaggio della metro in via Roma, ma con accorgimenti tecnici e criteri differenti?
E' opportuno convocare al più presto una riunione con le parti in causa, sedersi intorno ad un tavolo e stabilire le giuste linee di azione per trovare una soluzione definitiva. Quanto ai lavori eseguiti finora dovranno essere "condonati". Il Comune, aprendo il cantiere in assenza della preventiva autorizzazione del ministero dei Beni culturali, si è posto in una condizione di abusivismo, che va corretta. Occorre arrivare a una sanatoria del progetto, che in realtà non è stato mai approvato dal ministero dei Beni culturali. L'amministrazione ha dato il via ai lavori senza avere il nullaosta: una situazione a cui l'amministrazione dovrà porre riparo al più presto per evitare altri inconvenienti.

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