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Data: 08/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Niente vacanze per 6 italiani su 10. Anziani a casa

ROMA - Prima l'automobile, poi l'abbigliamento con il flop dei saldi, infine la borsa della spesa sempre più leggera. La notizia era nell'aria, ma per pudore o falsa coscienza non se ne parlava. Ora è ufficiale: la crisi ha spazzato via anche le vacanze. Ad annunciarlo senza mezzi termini il Censis che parla di 6 italiani su 10 che restano a casa.
Per far fronte alle difficoltà economiche le famiglie stringono la cinghia e non potendo tagliare le spese per il mutuo, l'asilo dei figli o i testi scolastici scelgono di rinunciare all'unico bene voluttuario rimasto: il riposo.
Si partirà comunque più a Nord- Ovest (54,8%) e Nord-est (42,6%) con un distacco netto rispetto al sud Italia in cui a fare le valigie sarà solo il 30,8% dei residenti.
Ai giovani la prerogativa di girare ancora il mondo; uno su due non rinuncia a partire, magari zaino in spalla o dormendo il ostello, mentre degli over 65 si muoverà solo il 37%.
Tramonta definitivamente la vacanza lunga, privilegio ormai solo dell'11,5% dei connazionali che rimangono sul suolo patrio e di appena il 2,6 di quelli che espatriano. Chi proprio non vuole rinunciare cerca di ridurre il soggiorno fuori casa. Periodi sempre più brevi, week end lunghi o settimane corte sono ormai la norma per il 23,6%. Ovviamente più il portafogli è gonfio meno si pensa al sacrificio. Chi guadagna bene e ha un reddito elevato continua a cercare il relax per il 70%, magari in barca, o nelle località alla moda; la classe media si barcamena e resiste con una percentuale del 46%, ma solo il 18% di chi ha un reddito basso mantiene ad ogni costo l'abitudine del soggiorno fuori casa. A loro è rivolta l'iniziativa dei buoni vacanza pensata dal Ministero del Turismo che mette a disposizione dal prossimo 23 agosto un contributo da spendere nelle località di mare o montagna per le famiglie che altrimenti non potrebbero permettersi di partire.
«La crisi c'entra- ammette il direttore del Censis Giuseppe De Rita - dopo tre anni di crisi a qualcosa bisogna pur rinunciare. Però il dato non è così allarmante, il 40% è abbastanza. Molti concittadini la vacanza l'hanno già fatta. La redistribuzione durante l'anno gioca moltissimo nello sfavorire la vacanza estiva».

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