Migliaia di turisti a terra inferociti. Il traghetto va piano e cambia rotta tra le proteste.
CIVITAVECCHIA - La parola d'ordine è una soltanto: confusione. Non può essere descritta diversamente la situazione vissuta da chi, per vacanza o per lavoro, è costretto in questi giorni ad attraversare lo spicchio di Mediterraneo che separa Civitavecchia dalla Sardegna a bordo di mezzi Tirrenia. È bastato un guasto parziale nella sala macchine di un traghetto, il "Clodia", per innescare una pioggia di ritardi e disservizi che ancora deve essere del tutto smaltita. Dopo un giorno di sosta (e tantissimi disagi) sulla banchina 16 dello scalo civitavecchiese, la moto nave della Tirrenia ha mollato gli ormeggi ieri mattina all'una e 30: giusto in tempo per evitare che il malcontento dei passeggeri, in attesa estenuante da ore, diventasse materia infiammabile.
La partenza del "Clodia" ha colto impreparati i circa 1.500 passeggeri che aspettavano di imbarcarsi sui traghetti che erano stati loro assegnati come soluzioni alternative. «Dovevamo partire alle 18,30 con il "Clodia" per Cagliari - spiega Concetta Nanni, dell'Esquilino - Poi hanno detto che saremmo partiti con lo "Sharden", direzione Olbia. Allora ci siamo messi in fila per quest'altra nave. Adesso, invece, ci vengono a dire che il "Clodia" parte comunque: così non va bene. Chi me lo rimborsa il viaggio da Olbia a Cagliari?». Di situazioni simili se ne sentono ad ogni angolo, tra le auto incolonnate davanti alle bocche dei traghetti e fra i capannelli di persone che confabulano alla ricerca di un'informazione in più. Comune denominatore è, come sempre, il disappunto. «È inconcepibile - sbotta Aldo Ferri, di Cerveteri - prima ci dicono di fare una cosa, poi ce ne ordinano un'altra. Credo che non prenoterò mai più un viaggio con questa compagnia di navigazione. La trasparenza viene prima di tutto, e tutta questa storia che stiamo vivendo noi adesso non ha niente di trasparente».
Indispensabile, anche ieri sera, l'intervento congiunto delle forze dell'ordine. Dopo un susseguirsi incessante di informazioni vaghe e spesso contrastanti, l'altoparlante comunica che la "Clodia" partirà. Sale la tensione. I più arrabbiati sono gli automobilisti che restano "intrappolati" nella fila che conduce alla bocca dello "Sharden" diretto a Olbia. «Così non va - ringhia un turista napoletano -. E che sono fesso, io?». Alcuni tentano con le auto di fare marcia indietro e incolonnarsi sotto il "Clodia". La Polizia fa il suo, e dopo qualche minuto si torna a una situazione di calma rassegnata. Qualcuno sbraita animosamente, altri fissano il vuoto. «Non mi è mai capitato di vivere una situazione così - interviene la signora Stefania, di Nettuno - Non riesco più neanche a protestare. Aspettiamo da ore, qui assieme ai miei nipotini. Che dire, una vacanza iniziata nel peggiore dei modi. Speriamo che il viaggio fili liscio».
La speranza comune è quella della signora Stefania: che la traversata serva per lasciarsi alle spalle una parentesi spiacevole. Non sarà così. Dovranno ricredersi i circa 700 passeggeri, fra i quali moltissimi romani, partiti ieri da Civitavecchia con il "Clodia". La nave attracca alle 16 nel porto di Arbatax, 285 chilometri a nord est di Cagliari, la destinazione originaria. Tirrenia mette a disposizione un servizio navetta verso il capoluogo sardo per chi non ha la macchina. Il "Clodia" ha viaggiato ancora a velocità ridotta (circa 10 miglia orarie). Evidentemente il guasto al motore non è stato risolto. Ma allora perché la nave è partita ieri sera da Civitavecchia? «Ci hanno fatto ripartire per evitare che il malcontento dei passeggeri che continuavano ad aspettare montasse sino a livelli fuori controllo», ha spiegato il sindacalista Filt-Cgil che lavora sul "Clodia", Francesco Montano. Lo stesso clima, d'altronde, che si respira in Sardegna, dove centinaia di utenti Tirrenia da giorni fronteggiano ritardi e disagi. Come i circa 400 passeggeri che ieri sera sono partiti con il "Clodia" per tornare a Civitavecchia. Il fatto che il traghetto partisse dallo scalo di Arbatax, e non da quello di Cagliari, ha creato infatti non pochi problemi.