Dal carcere dell'Aquila, dove è rinchiuso da una settimana, Ezio Stati continua lo sciopero della fame per «l'infondatezza delle accuse e della ricostruzione non aderente ai fatti» teorizzata dal Gip nell'ordinanza che rigetta le istanze di revoca delle misure cautelari (così come avanzato dallo stesso Pm Antonietta Picardi) per la cosiddetta "cricca marsicana", accusata di aver fatto pressioni per fare assegnare ad Abruzzo Engineering lavori post terremoto per un milione e mezzo di euro. «Sono andato a trovare nuovamente in carcere Ezio Stati - ha detto l'avvocato Alfredo Iacone, che insieme ad Antonio Milo assiste i quattro indagati - che si è detto ancora più convinto a proseguire lo sciopero della fame dopo aver letto l'ordinanza del Gip, priva di fondatezza. Addirittura - prosegue il legale - è lo stesso Gip in un passaggio dell'ordinanza a mettere nero su bianco che alcune contestazioni vanno verificate tanto da aver dato mandato agli investigatori di proseguire negli accertamenti concedendo altri due mesi. Nella stessa ordinanza si riscontra - prosegue il legale - come all'inizio si sia partiti contro Abruzzo Engineering per poi arrivare a dichiarare che Daniela Stati avrebbe inteso favorire Stornelli per fargli fare una bella figura con i vertici di Finmeccanica: mi domando dov'è la corruzione».
Intanto i legali degli indagati hanno preannunciato una nuova richiesta di scarcerazione già in settimana mentre per questa mattina dovrebbe essere fissata la data per il ricorso al Tribunale del riesame. Dopo la visita in carcere del figlio Giuseppe e della moglie Paola (Stati è da solo in una cella del carcere di Preturo), Ezio Stati ha ricevuto la visita dei parlamentari Luigi Lusi del Pd e di Daniele Toto del Pdl. Entrambi hanno espresso solidarietà all'ex consigliere regionale Dc (ora esponente di spicco del Pdl). Su ventilato coinvolgimento del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi (alcune delle telefonate con Daniela Stati sono state intercettate e fanno parte del voluminoso fascicolo) nell'inchiesta è intervenuto il Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini: «Il presidente Chiodi? Se ci fosse stato qualcosa, si sarebbe proceduto prima» ha detto. Poche parole del procuratore che fanno però capire che per il momento l'invito del Gip, Marco Billi, ad approfondire la questione del rapporto dello studio professionale del presidente della Giunta regionale d'Abruzzo, Gianni Chiodi, con la società pubblica Abruzzo Engineering, non sarà preso in considerazione. Nei giorni scorsi si era fatta largo l'ipotesi di indagini della squadra mobile di Pescara sulla posizione di Carmine Tancredi, socio dello studio professionale di Chiodi, che compare nelle intercettazioni come persona che si sta occupando della vicenda di Abruzzo Engineering. Gli indagati nell'inchiesta che ha portato ad un vero e proprio terremoto in Regione sono l'ex assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, dimessasi per l'interdizione dai pubblici uffici, il padre Ezio, ex capogruppo di Fi in consiglio regionale, in carcere all'Aquila, l'ex parlamentare di An prima e di Fi poi Vincenzo Angeloni, nel carcere di Regina Coeli a Roma, Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management (società di Finmeccanica), che ha l'obbligo di dimora a Roma, e Marco Buzzelli, compagno di Daniela Stati, ai domiciliari ad Avezzano (L'Aquila). Il Gip ha respinto le istanze di revoca cautelari.