SULMONA - Oltre il 50 per cento. Al limite della soglia di povertà. Questo è il serio rischio che corrono i pensionati che vivono al di fuori del cosiddetto cratere e assistiti dall'Inpdap. L'ente, infatti, pare abbia deciso di ritirare dal mese di agosto e fino al mese dicembre del corrente anno, l'Irpef, «erroneamente ed arbitrariamente erogata da gennaio a luglio 2010 ai pensionati al di fuori del cratere.
Si tratta di una decisione unilaterale e noi, come sindacato Pensionati Spi-Cgil di Sulmona, siamo preoccupati, in quanto riteniamo tale provvedimento penalizzante poiché, i poveri pensionati, già gravati dal pagamento delle restituzione delle rate dell'Irpef dell'anno 2009, si vedrebbero ulteriormente sovraccaricati di un ulteriore esborso di euro con il rischio, serio, che con la restituzione dell'imposta, possano scendere sotto la soglia della povertà trovandosi, ovviamente in serie difficoltà economiche».
La nota, con cui si lancia l'allarme, è a firma del segretario Spi Cgil di Sulmona Carlo Cocco che avanza una formale «richiesta al Prefetto e al commissario, nonché governatore della Regione Gianni Chiodi, di intervenire presso l'Inpadap affinchè l'ente applichi finalmente il buon senso nei confronti dei propri assistiti che, oltre ad avere avuto danni dal terremoto, ed essere stati asclusi dal cratere, ora vedono ridursi la pensione alla fame per un errore dipeso esclusivamente dall' Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica». Lo Spi-Cgil, chiede, inoltre, «che il ritiro dell'Irpef avvenga dal gennaio 2010 e con rate adeguate affinché i pensionati possano continuare a sopravvivere decorosamente».