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Pescara, 20/04/2026
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Data: 11/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi, spunta un altro incarico per il socio di studio. Carmine Tancredi nominato a maggio presidente dei revisori dell'Enit dalla Conferenza Stato-Regioni. I colleghi e le cugine: tutte le denunce

PESCARA - Incarichi, consulenze, rapporti professionali, riunioni nelle stanze della Regione. Socio di studio e ombra del presidente o presidente-ombra, cugino del senatore Paolo, teramano di ferro, Carmine Tancredi c'è. Sempre e ovunque. Per lui adesso spunta un nuovo importante incarico, ricevuto anche questo grazie al presidente Chiodi che di lui si fida a occhi chiusi: «Ho chiesto a lui di verificare i bilanci di Abruzzo engineering», dice il governatore in consiglio regionale nel giorno del ciclone giudiziario che travolge la dinasty degli Stati per difendersi dai sospetti contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare.
Ma non si limitano ad Abruzzo engineering o alla consulenza con Finmeccanica, o alle riunioni con gli imprenditori e la Bei negli uffici della Regione Abruzzo i rapporti para-regionali di Carmine Tancredi. Il 29 aprile scorso il commercialista teramano viene nominato presidente del collegio dei revisori dei conti dell'Enit dalla Conferenza Stato-Regioni. Non è una nomina improvvisa, ci lavorava da tempo il governatore che per la verità sperava anche di assumere la presidenza della Conferenza al posto di Vasco Errani subito dopo le elezioni amministrative. Non ce l'ha fatta e si è consolato con Tancredi. Subito dopo un altro premio: il suo uomo di fiducia e assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio (uno dei due assessori esterni della giunta regionale), teramano pure lui, viene eletto al coordinamento nazionale degli assessori al Turismo della Conferenza delle Regioni, il posto che aveva ricoperto anche l'ex vicepresidente di centrosinistra Enrico Paolini. «E' stato apprezzato il lavoro svolto dall'Abruzzo fino ad oggi - commentò all'epoca Gianni Chiodi - Una conferma che certifica il peso politico che la stessa Regione Abruzzo avrà nei prossimi anni nella Conferenza». Sì, un peso specifico molto forte. La designazione di Tancredi da parte della Conferenza Stato-Regione avviene il 27 gennaio scorso, ma alla fine la seduta salta e la nomina del presidente dei revisori viene rinviata. Bisogna aspettare fino al 29 aprile per avere la firma del ministro Fitto sulla nomina del commercialista teramano che si impone sugli altri quattro candidati. Un incarico prestigiosissimo: il presidente dei revisori «esercita il riscontro degli atti di gestione e ne riferisce periodicamente al presidente del consiglio dei ministri». I compensi dei revisori sono fuori budget e vengono decisi, insieme ai gettoni di presenza, direttamente da Berlusconi. L'incarico è da dirigente generale, e all'Enit i dirigenti semplici prendono dai 61 mila ai 170 mila euro l'anno.
«Da chiarire pienamente» scrive il gip nell'ordinanza. Pienamente, perchè è bene che si sappia di che natura sono i rapporti tra "Ae" e lo studio Chiodi-Tancredi. Una raccomandazione caduta nel vuoto delle smentite di "Ae", del governatore e dello stesso procuratore, «se ci fossero stati elementi a carico di Chiodi li avremmo cercati prima di ogni altra cosa», dice. In quella ordinanza non c'è traccia dell'incarico all'Enit, quella è un'altra storia. Fin qui l'aspetto giudiziario, ma i rapporti tra Chiodi, la Regione e Carmine Tancredi hanno risvolti che non sono soltanto penali ma politici, etici, morali. Oppure di semplice opportunità. Niente di male, si dirà, Tancredi è un ottimo commercialista, magari all'Enit ci sarebbe arrivato anche senza i buoni uffici di Chiodi. Peccato per la meritocrazia, emblema e vanto del programma del presidente: scomparsa e sostituita d'ufficio con la teramocrazia.

I colleghi e le cugine: tutte le denunce
Il "sistema" è stato svelato dalle forze di opposizione con due interrogazioni

PESCARA - Consulente di Finmeccanica, Carmine Tancredi compare nelle intercettazioni telefoniche con Daniela Stati con la quale parla di una commissione per Abruzzo engineering. Il gip nella sua ordinanza scrive che sono «pienamente da chiarire» i rapporti professionali tra lo studio Chiodi-Tancredi e Abruzzo engineering. Poco più tardi il consigliere regionale Cesare D'Alessandro, vice Capogruppo dell'Idv, presenta un'interrogazione urgente al presidente Chiodi con la quale chiede di fare chiarezza sulle voci circolanti in ambienti regionali e in particolare sulla «riunione svoltasi presso gli uffici della regione Abruzzo sulla possibilità di aprire linee di credito agevolate per l' imprenditoria abruzzese, circa 3 mesi or sono, tra la Regione stessa, la B.E.I. (Banca Europea degli Investimenti) e il sistema creditizio abruzzese». In quel caso «la Giunta regionale era rappresentata da un funzionario del settore e dal dr. Carmine Tancredi, socio del dr. Gianni Chiodi nello studio di commercialista di Teramo».
Ma anche il Pd punta il dito sul «sistema-Chiodi» e denuncia l'assunzione di una cugina di Chiodi da parte di Abruzzo engineering (anche se poi la società si affretterà a spiegare che il contratto era anteriore all'elezione di Chiodi): «Ilaria Valentini è stata incaricata dal primo gennaio 2009 proprio da Abruzzo engineering con un apposito contratto per la rendicontazione dei fondi Por Fesr».

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