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Pescara, 20/04/2026
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Data: 11/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Idv: «Da intercettazioni governo di malaffare». Telefonata della Stati al premier, attacco di Leoluca Orlando. Chiodi: «Deplorevole»

«Arriva anche dall'Abruzzo l'ennesima conferma delle vere ragioni per cui Silvio Berlusconi e la sua "cricca" abbiano fatto tanto per portare in Parlamento un provvedimento vergognoso come quello della legge bavaglio. Lo dimostrano le intercettazioni, su cui stanno lavorando le Procure dell'Aquila e di Pescara, che confermerebbero un coinvolgimento dello stesso Presidente del Consiglio nelle speculazioni sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo». Lo ha affermato in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «Ce n'è abbastanza ormai - conclude Orlando - per parlare di una maggioranza attenta soltanto a garantire l'impunità ai ladroni di Roma e alle loro propaggini regionali. Questo governo del malaffare deve andare a casa al più presto». Orlando fa riferimento a un'intercettazione telefonica (contenuta nelle ordinanze di custodia cautelare) in cui alcuni appartenenti alla "cricca" avrebbero fatto pressioni sullo stesso premier Silvio Berlusconi per fare inserire la società Abruzzo Engineering nelle ordinanze. Pronta la replica di Chiodi: «Sono deplorevoli i tentativi di tirare in ballo il Presidente del Consiglio proprio in situazioni in cui Berlusconi si è prodigato per risollevare le sorti di una città distrutta dal terremoto impegnato nella politica del fare e della concretezza». «Si tratta di discutibili azioni di richiamo - ha aggiunto Chiodi - e di infruttuose uscite di propaganda politica in un momento sicuramente difficile in cui, invece, abbiamo bisogno di un maggiore coinvolgimento di tutte le forze politiche in campo».
«Ho capito perché mi hanno arrestato: perché sono il padre di Daniela Stati». Più il tempo scorre inesorabilmente dentro il carcere e più Ezio Stati oltre a perdere peso (nei sette giorni in cui è rinchiuso nel carcere Costarelle ha perso oltre sette chilogrammi) è sempre più convinto della propria innocenza e della volontà di portare avanti il digiuno. Ieri mattina l'ex leader della Dc, già travolto dallo scandalo Tangentopoli nel 1992, ha ricevuto la visita del senatore del Pdl Paolo Tancredi al quale senza mezzi termini ha esplicitamente dichiarato di aver finalmente capito il motivo per il quale gli agenti della Squadra mobile di Pescara prima e la magistratura aquilana poi, lo hanno arrestato: quello di pagare lo "scotto" di essere il padre di Daniela Stati, ex assessore alla Regione Abruzzo. «Più legge l'ordinanza e più Ezio Stati si convince della sua totale estraneità ai fatti - ha detto l'avvocato Alfredo Iacone che insieme al collega Antonio Milo assiste i cinque indagati -. Faccio un esempio: la prova principe che incastrerebbe Stati alle proprie responsabilità - ha detto ancora Iacone - risiederebbe in una intercettazione telefonica in cui Stati al telefono con Stornelli si complimenta per la firma di un atto, circostanza che andava festeggiata. Per la Procura l'atto non sarebbe altro che l'ordinanza che inserisce Abruzzo Engineering mentre in fase di interrogatorio, lo stesso Stornelli ha documentato che si trattava di una convenzione per tutt'altro tipo di lavoro e per altre società che si trovano fuori la Regione Abruzzo. Abruzzo Engineering non c'entra nulla - ha concluso il legale - perciò Stati prosegue nello sciopero della fame che lo ha portato a perdere oltre sette chilogrammi».
Oltre a Daniela Stati, e al padre Ezio, sono coinvolti nell'inchiesta per corruzione l'ex parlamentare di An poi Fi Vincenzo Angeloni, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma, Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management (società di Finmeccanica), che ha l'obbligo di dimora a Roma, e Marco Buzzelli, compagno di Daniela Stati, ai domiciliari ad Avezzano (L'Aquila).

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