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Pescara, 20/04/2026
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12/08/2010
Il Messaggero
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Tancredi all'Enit, malumore nel Pdl. Il governatore: «Sono e resto sereno, non avevo e non ho niente da chiarire» |
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PESCARA - Sì certo, la gratitudine. Bisognava dimostrargli riconoscenza a Carmine Tancredi perchè dava una mano alla Regione, gratis naturalmente. Lo ammette lo stesso Gianni Chiodi amico e socio di studio del commercialista teramano dal cognome illustre, «glielo chiesi io a Carmine di dare uno sguardo ai bilanci di Abruzzo engineering». Uno sguardo, chiaro. Ma una cosa è la gratitudine un'altra è un incarico in cui la Regione fa da filtro, in cui i presidenti di Regione ratificano, votano, decidono. Storce il naso anche un chiodiano di ferro, quando viene ventilata la candidatura di Carmine Tancredi alla presidenza dei revisori dei conti dell'Enit. Se ne parla negli uffici della Regione già dal mese di novembre del 2009, viene ufficializzata poi a gennaio 2010. Il politico vicinissimo a Chiodi lo dice a chiare lettere allo stesso presidente e all'assessore Mauro Di Dalmazio, «mi sembra inopportuna quella nomina». «Io non l'avrei fatto», ribadisce oggi. Inopportuna, quindi. Dallo staff di Chiodi trapela il disappunto: questa non ci voleva, nel momento in cui i rapporti di Tancredi con la Regione sono finiti nell'ordinanza sulle tangenti della ricostruzione, la notizia della nomina del socio di studio del governatore all'Enit come minimo è una caduta di stile. E' una nuova crepa un punto interrogativo il colpo di grazia alla tanto sbandierata meritocrazia del presidente Chiodi. Ma la nomina di Tancredi fu decisa alla fine del 2009, quando l'assessore regionale Mauro Di Dalmazio, (assessore esterno chiamato nell'esecutivo dallo stesso Chiodi) era coordinatore della commissione del turismo della Conferenza Stato-Regioni (ora è coordinatore vicario della commissione Beni culturali e turismo). L'indicazione di Tancredi quindi proviene direttamente dalla commissione, e quindi da Di Dalmazio, e poi viene ratificata dalla Conferenza dei presidenti e alla fine dalla Conferenza Stato-Regioni. Fin qui gli atti. Resta il dubbio sulla paternità dell'iniziativa. Facile pensare che il suggerimento sia arrivato direttamente da Chiodi, che è socio di studio di Tancredi. Ma nello staff del presidente viene accreditata la tesi che Di Dalmazio abbia fatto tutto da solo, nel tentativo di ingraziarsi il presidente e di garantirsi la permanenza in giunta in vista del rimpasto di settembre: potrebbe essere lui il primo a saltare visto che è un assessore esterno. In ogni caso la nomina all'Enit del cugino del senatore Paolo Tancredi è un inciampo che preoccupa da vicino i vertici del partito. Gianni Chiodi, dal canto suo, esibisce tranquillità. «Sono e resto sereno», ha detto in merito all'inchiesta per tangenti che ha travolto la dinasty degli Stati. «Ho massima fiducia nei magistrati che stanno facendo il loro lavoro - ha aggiunto il presidente -. Da parte mia posso solo dire che evidentemente non è bastato lavorare con impegno e serietà per evitare di finire nel tritacarne mediatico. I fatti parlano per me e la mia Giunta. Per quanto mi riguarda, non avevo e non ho nulla da chiarire, e d'altronde il Procuratore Rossini ha più volte ribadito che non sono indagato e che non c'è nulla che riguardi il presidente della Regione, per cui continuo a lavorare con il solito impegno per la mia terra». Sull'operato dell'ex assessore Daniela Stati, Chiodi ha ribadito: «L'assessorato alla Protezione Civile ha dovuto affrontare nell'ultimo anno e mezzo il momento più drammatico per la nostra regione. Ritengo che abbia svolto bene il suo lavoro da un punto di vista amministrativo. La prima fase dell'emergenza è stata gestita nel migliore dei modi e le dichiarazioni bipartisan arrivate all'indomani del sisma del 6 aprile 2009 lo hanno dimostrato». Una risposta diplomatica, in attesa di capire cosa succederà.
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