Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.296



Data: 12/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Tariffe, nel 2009 corsa senza freni. Acqua potabile, rifiuti, treni e traghetti hanno guidato i rialzi, calano solo i settori liberalizzati

I consumatori avvertono: dopo le ferie possibili aumenti a due cifre

ROMA. Nel 2009, anno nel quale gli italiani hanno tirato la cinghia riducendo i consumi e nel quale i prezzi sono aumentati meno che negli ultimi cinquant'anni, i bilanci delle famiglie italiane sono stati colpiti comunque: dall'aumento delle tariffe, acqua e spazzatura.
Lo svela il ministero dell'Economia nella «Relazione sulla situazione economica del paese». Il linguaggio è un po' criptico, ma il messaggio chiaro: «In controtendenza rispetto all'evoluzione dell'inflazione complessiva, i costi dei servizi pubblici hanno fornito al sistema impulsi inflazionistici di una certa rilevanza».
Tra gli aumenti più consistenti quelli per le tariffe dell'acqua potabile (+5,9%) e dei rifiuti (+4,5%). Più cari anche i biglietti dei treni e dei traghetti. Se in generale «nel 2009 l'inflazione è scesa ad un valore tra i più bassi - evidenzia il ministero dell'Economia - degli ultimi cinquant'anni», le tariffe hanno viaggiato «in controtendenza».
I prezzi delle voci sottoposte a regolamentazione (tariffe energetiche escluse) «hanno infatti registrato fin dall'inizio dell'anno - si legge nella Relazione di via XX Settembre - una ripresa della dinamica di crescita, con tassi saliti da poco meno del 2% al 3,5% circa di fine 2009». Il rincaro delle tariffe ha riguardato sia quelle «controllate a livello nazionale, sia quelle regolate localmente». Se l'aumento generale può risultare contenuto (+1,3%) perché comprensivo del calo delle tariffe energetiche, spiccano gli aumenti di molte delle voci: dal +7,3% dei traghetti al +4,6% dei biglietti dei treni, dal +5,6% dei servizi postali fino al +4,4% per i biglietti di ingresso ai musei.
«Tra le voci più importanti per i bilanci delle famiglie - si legge nel dossier - la dinamica inflazionistica si è confermata notevolmente sostenuta, oltre che in accelerazione, per gli esborsi relativi all'acqua potabile e ai costi della raccolta dei rifiuti urbani: nel caso della prima la crescita media annua è risultata appena inferiore al 6%, mentre per la seconda voce è stata del 4,5%». Nella media del 2009, la crescita dei prezzi per l'insieme delle tariffe non energetiche è stata del 2,5%, in aumento rispetto al 2,1% del 2008 e oltre un punto e mezzo più elevata - rileva il Tesoro - rispetto a quella dell'indice generale.
La Relazione fa detonare le critiche dei consumatori e dell'opposizione. «Il taglio delle risorse agli enti locali ha già prodotto nell'anno passato aumenti in alcuni servizi doppi o tripli rispetto all'inflazione, ma le previsioni del dopo ferie rischiano di essere ulteriormente più pesanti». Dice Adiconsum in una nota in cui annuncia che «molti infatti sono i Comuni che stanno approntando aumenti delle tariffe nei vari servizi, anche a due cifre».
«In tutto ciò - prosegue la nota - è è evidente il nesso tra i tagli da parte del governo e questi aumenti che si ripercuoteranno sulle famiglie il cui reddito è diminuito a causa della recessione come evidenziano i dati del crescente indebitamento». Per questo Adiconsum chiede che al termine delle ferie ci sia un incontro al ministero dello Sviluppo economico per «assumere impegni per calmierare eventuali forti aumenti delle tariffe dei servizi nel dopo vacanze». «La colpa degli aumenti è di un governo ectoplasma che passa il tempo a occuparsi delle beghe interne invece che della politica economica», dice Francesco Boccia, Pd.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it