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Pescara, 20/04/2026
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Data: 13/08/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
Tirrenia, il tribunale dichiara l'insolvenza. Percorso simile a quello di Alitalia.

Troppi debiti, il giudice dà il via libera alla dichiarazione dello stato di insolvenza. Si apre ora la procedura di amministrazione straordinaria nel solco della legge Marzano. Percorso simile a quello di Alitalia. Sindacati: no allo "spezzatino"

Via libera del tribunale di Roma alla dichiarazione dello stato di insolvenza per Tirrenia. La richiesta era stata avanzata dal commissario straordinario Giancarlo D'Andrea ed è stata accolta oggi (12 agosto) nella capitale dal giudice Monsurrò. Si apre ora la procedura di amministrazione straordinaria, come avvenne per Alitalia, nel solco della legge Marzano. Tocca al commissario straordinario traghettare la compagnia verso la privatizzazione anche attraverso la cessione di singoli asset aziendali. Eventualità, quest'ultima, osteggiata dai sindacati che si oppongono ad ogni ipotesi di "spezzatino".

La Uiltrasporti ha già proclamato uno sciopero il 30 e il 31 agosto, proprio nei giorni di rientro dei vacanzieri dalle isole. La Filt Cgil, dal canto suo, ha ribadito la necessità di un incontro urgente con il governo e ha affermato che, in assenza di un confronto, verrà proclamato lo sciopero. La legge Marzano, infatti, mette in guardia la Filt Cgil, "non può essere un alibi per disgregare la flotta in quanto fornisce tutti gli strumenti e i tempi necessari affinché sia assicurata la continuità e la salvaguardia del valore produttivo di Tirrenia". No, dunque, allo smembramento di navi e linee. E la Uiltrasporti si riserva di presentare ricorso in Appello contro la decisione del tribunale di Roma sullo stato di insolvenza. La convocazione da parte di Palazzo Chigi ancora non c'è, ma l'incontro potrebbe tenersi, secondo quanto si apprende, nell'ultima settimana del mese, dal 23 agosto in poi.

Proseguono intanto le manifestazioni di interesse degli armatori. Stamattina l'ex presidente di Confitarma, Nicola Coccia, ha lanciato ?una chiamata alle armi' rivolta ai maggiori impreditori italiani del settore per formare una cordata mirata al salvataggio. "Io credo che un tentativo vada fatto - ha affermato in un colloquio con Repubblica - e, per quanto mi riguarda, sono pronto. Riuniamo attorno a un tavolo i big dell'armamento italiano, Moby, Grandi Navi Veloci, Grimaldi, Snav, e ragioniamo insieme del salvataggio della Tirrenia, perché l'alternativa è la sua cancellazione. È importante che al più presto - ha aggiunto Coccia, che è anche azionista di Mediterranea Holding - il governo si attivi per non far morire Tirrenia. Invitiamo i grandi armatori italiani a collaborare tra loro, non lasciamoli alla finestra. Un tentativo di coinvolgerli va fatto, è doveroso".

Proprio Mediterranea, la società di cui la Regione Siciliana è socio di maggioranza e che era stata l'ultima a rimanere in gara per il bando di privatizzazione, sarebbe già al lavoro per una nuova offerta. In campo anche il patron di Moby, Vincenzo Onorato, che ha dichiarato il proprio interesse per Tirrenia ma non per Siremar, la controllata che assicura i trasferimenti con la Sicilia. I tempi, comunque, sono stretti: il 30 settembre è la data fissata dall'Ue per la privatizzazione.

Nel frattempo sul sito della compagnia è apparsa una comunicazone firmata dal commissario D'Andrea che assicura che "saranno effettuati con regolarità i collegamenti programmati", ma si aggiunge anche che "nel caso di imprevedibili eventi di natura tecnica, che dovessero comportare la modifica di quanto programmato, sarà cura della società informarne tempestivamente gli utenti interessati".

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