PESCARA - L'Italia dei Valori torna ad attaccare il governatore Gianni Chiodi. Prima sul caso-Tancredi, vicenda portata alla ribalta in questi ultimi giorni da Il Messaggero, e poi sulla sanità.
Il consigliere regionale Lucrezio Paolini: «Gli abruzzesi, sotto l'ombrellone, hanno appreso che il dottor Carmine Tancredi, commercialista di Teramo e socio nello studio Chiodi-Tancredi, è stato nominato presidente del collegio dei revisori dell'Enit. Risulta peraltro accertato che la nomina è avvenuta a seguito di segnalazione della Giunta regionale d'Abruzzo o di suoi componenti. Non tutti sanno, però, che gli elevatissimi compensi corrisposti a chi ricopre un tale incarico sono disposti direttamente dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Queste motivazioni mi hanno indotto a presentare un'interrogazione urgente al presidente della Giunta regionale. Chiodi deve dirci se la nomina in questione rappresenti o meno conflitto di interessi tra il suo ruolo di governatore e quello di socio dello studio da commercialista; deve anche dire agli abruzzesi se consideri eticamente accettabile un comportamento che privilegia il suo socio in affari, attraverso la corresponsione di elevate indennità e, inoltre, accreditandone ulteriormente l'attività professionale».
Passando alla sanità, ieri c'è stata una conferenza stampa con i vertici abruzzesi dell'IdV. Il capogruppo in Consiglio regionale, Carlo Costantini: «Chiodi annuncia e svolge quella che diventa la 72. conferenza stampa, dal 1988 ad oggi, sulla promessa dei fondi mai utilizzati dell'art.20 per l'edilizia sanitaria. Praticamente vende fumo, perchè non ha in bilancio un solo euro degli oltre 80 milioni sbandierati. Se per qualche arcana magia dovesse trovarli, è sufficiente vedere come intende ripartirli: azzera la provincia di Chieti, che ottiene qualche spicciolo e null'altro e continua a pagare le conseguenze di una lotta di potere tutta interna al Pdl. L'unica differenza rispetto al passato è che le precedenti Giunte regionali disponevano, a pagamento, di consulenti esterni e tra questi gli stessi Chiodi e Venturoni (la Giunta Pace del dissesto, dal 2000 al 2005). Oggi invece, da governatore, Chiodi il consulente se lo prende dal suo studio di commercialista». Per Cesare D'Alessandro «la Giunta regionale è ormai alla canna del gas: Chiodi e Masci non hanno ancora presentato il Dpefr, pur essendo il termine ormai scaduto dal 30 giugno, condizionando così anche la presentazione e l'approvazione del prossimo bilancio preventivo, perché non sanno cosa scriverci di credibile». L'onorevole Augusto Di Stanislao: «Chiodi e la sua Giunta non riescono ad assumere atti di programmazione, il Piano operativo sbandierato ai quattro venti, che ha avuto il solo merito di unire nella protesta le istituzioni locali, è solo frutto di un atteggiamento ragionieristico». Infine il coordinatore regionale, senatore Alfonso Mascitelli. «Sul taglio alla rete ospedaliera avvieremo una "class action", considerato che Chiodi sta mettendo a rischio i livelli essenziali di assistenza».