MOSCIANO. Sindacati e lavoratori in allarme dopo il terremoto che ha investito il gruppo industriale di Mosciano. Mercoledì pomeriggio si è svolto un incontro fra la direzione della Gis e i rappresentanti della Flai Cgil. Il sindacato aveva sollecitato un chiarimento «dopo le vicende che hanno posto sotto sequestro lo stabilimento dell'Adria Oli di Mosciano, per verificare le implicazioni e le ricadute sulla Gis, azienda che pur non essendo direttamente coinvolta nell'operazione disposta dalle autorità giudiziarie, è in rapporti con l'Adria Oli a cui è vincolata per la commercializzazione dei prodotti».
E l'amministratore della Gis, Pietro Scibilia, ha annunciato che non potrà pagare gli stipendi all'ottantina di lavoratori dopo i sequestri all'Adria Oli. «Secondo quanto riferito da Scibilia», spiega Corrado Peracchia, segretario provinciale della Flai, «la Gis deve avere circa 3 milioni di euro di pagamenti correnti dall'Adria Oli e tale situazione rende del tutto insostenibile non solo il pagamento degli stipendi che pure venivano pagati con costante ritardo da tempo - risultano arretrati il mese di giugno, la 14ª e il mese di luglio appena maturato - ma rischia di determinare anche il blocco delle attività produttive per debiti verso utenze pubbliche che potrebbero interrompere le forniture». E la fabbrica di gelati si fermerebbe irrimediabilmente.
La Flai Cgil lancia dunque un appello «a quanti hanno responsabilità amministrative dirette nella vicenda e ai pubblici amministratori locali, ad adoperarsi affinché siano privilegiati e tutelati gli aspetti che riguardano il lavoro e i lavoratori e in particolare il pagamento degli stipendi e la continuità delle attività lavorative».
Oggi si terrà l'assemblea dei lavoratori alla Gis per l'esame della situazione e per decidere le azioni sindacali. Il sindacato sollecita l'impegno di tutti a tutela dei lavoratori, in mancanza del quale «ci vedremo costretti ad agire di conseguenza», conclude Peracchia. In effetti in azienda c'è parecchia tensione: i lavoratori fanno sapere che sono «sul lastrico, il nostro ultimo stipendio risale a maggio: da due mesi non percepiamo nulla e quindi faremo Ferragosto senza poter fare la spesa nemmeno al supermarket». I lavoratori lanciano un Sos, chiedendo anche ai sindacati azioni incisive.