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Pescara, 20/04/2026
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Data: 13/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Montezemolo: premier deludente ha vinto perché senza concorrenti «Spettacolo indecente, Berlusconi non sa gestire gli alleati»

ROMA Una dura critica alla scelta «irresponsabile» delle elezioni anticipate e alla stagione «improduttiva» di un governo che non ha risolti i mali del Paese. E una colpa grave di Berlusconi: non aver saputo governare con la più grande maggioranza, «sciolta come neve al sole». Le elezioni le ha vinte «per difetto di concorrenza», grande capacità mediatica e di mezzi. Ma stavolta i cittadini lo giudicheranno per i suoi fallimenti. La bordata arriva dall'associazione guidata da Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di Confindustria e della Fiat, leader della Ferrari. Intervento che suscita il plauso e l'interesse delle opposizioni e, naturalmente, la stizza del Pdl. L'articolo che apre il sito internet di Italia Futura somiglia ad una scelta di campo nel momento in cui lo scontro politico immagina un terremoto della legislatura e un ennesimo ricorso ancitipato alle urne.
Le elezioni sono considerate una colpa e una follia. «La seconda repubblica potrebbe avviarsi presto a conclusione. Se la minaccia di elezioni si concretizzasse ci troveremmo di fronte ad una sconfitta per il Paese e per la classe politica che lo ha governato, oltre che ad un atto di grave irresponsabilità dinanzi ad uno scenario economico ancora fortemente instabile». «L'ennesima ordalia elettorale rappresenterebbe il peggior finale di una lunga e improduttiva stagione politica» e «è opinione ampiamente condivisa che il nostro sia un Paese bloccato, invischiato in una transizione infinita e privo di un progetto comune. I nodi che bloccano la crescita sono rimasti tutti irrisolti». E c'è anche una critica al silenzio della società civile: «Le più importanti associazioni private, le personalità più in vista della finanza, del mondo economico, culturale e professionale si guardano bene anche solo dal commentare lo spettacolo indecente a cui assistiamo ogni giorno».
Italia Futura mette nel mirino il premier: soprattutto il fallimento della seconda repubblica è certificato dalle parole di Berlusconi, che dopo quasi 10 anni da presidente del Consiglio, «si dichiara impossibilitato a governare per colpa delle istituzioni che non è stato capace di riformare. Paradossalmente la prospettiva delle elezioni sembra elettrizzare proprio chi dovrebbe viverle come una sconfitta e invece spera che i 600.000 promotori della libertà e i milioni di leghisti pronti a mobilitarsi possano far dimenticare che la più ampia maggioranza della storia repubblicana si sia sciolta come neve al sole». Evidentemente - ragiona Montezemolo si ritiene che esistano gli ingredienti per un nuovo successo elettorale. Con l'obiettivo di trovare il colpevole nel presidente della Camera. «E' successo nel ?94 con Bossi, nella legislatura 2001-2005 con Casini e sta accadendo ora con Fini. Non è che Berlusconi non abbia motivi legittimi di lagnanza, ma saper gestire gli alleati (anche quelli riottosi), rispettare le istituzioni (o altrimenti riformarle) e contribuire a tenere il livello dello scontro politico entro limiti accettabili (anche in presenza di un'opposizione che conta poco su sé stessa e molto sulle inchieste della magistratura) sono qualità che non dovrebbero difettare a chi è ormai da quasi un ventennio un uomo politico». Ma un leader si misura sulla base dei risultati. «Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti e ciò conterà nella valutazione del suo operato più di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza, grande capacità comunicativa e straordinari mezzi organizzativi e mediatici». Dove la frase «difetto di concorrenza» è la chiave di volta che permette di ipotizzare scese in campo e scenari futuri.
L'appello finale è a Berlusconi, Bossi e Fini: hanno «il dovere di chiudere uno scontro istituzionale che non è degno di un Paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma anche minimo di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura».

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