Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.296



Data: 14/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Marcegaglia: «Stop ai dossier e no alle elezioni anticipate». Cisl e Uil: lavorare alla crescita

ROMA - Una classe dirigente totalmente «sorda», persino in tempi di crisi, alle esigenze vere dei lavoratori che denota «un certo disprezzo degli interessi comuni». L'unica prova del contrario sarebbe invece «un atto fortissimo di iniziativa, che coinvolga tutti i soggetti di rappresentanza, sulla riforma fiscale, la lotta agli sprechi, alle ruberie e alle inefficienze e le riforme di sistema». È il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a rilanciare il tema della riforma fiscale commentando e «condividendo» il duro j'accuse del leader degli industriali Emma Marcegaglia contro il clima di rissa politica che impedisce al Paese di procedere sulla strada delle riforme economiche necessarie ad agganciare la ripresa che si profila all'orizzonte.
Per Bonanni l'unico "indicatore" che cresce nel Paese è la vis polemica della classe dirigente mentre Pil e occupazione continuano a scendere», spiega ancora puntando per questo il dito contro l'eventualità che ci si possa avviare verso elezioni anticipate. «L'interruzione della legislatura sarebbe il più grande danno che si possa fare alle famiglie italiane nel momento in cui stanno affrontando una situazione di crisi che non ha precedenti», aggiunge bollando l'ipotesi come «mortificante». Analogo il commento del leader della Uil Luigi Angeletti secondo il quale la posizione della Marcegaglia è «condivisibile» in quanto «non si può pensare di tornare alla prima Repubblica. Abbiamo bisogno di governi in grado di governare. E questo governo ha saputo gestire l'emergenza economica ma ora non vediamo una strategia che riesca a coniugare politica e riforme istituzionali per mettere il Paese in condizione di avere due-tre anni di crescita economica vera».
Il clima di rissa non aiuta ma dentro la maggioranza i commenti sono meno entusiasti e lo spiega Mario Valducci, presidente del Pdl della Commissione Trasporti secondo il quale le riforme si fanno con «una maggioranza coesa» e c'è bisogno di una «forte stabilità, e se non si ritrova un modo di stare insieme qualsiasi strada che non sia quella del voto diventa impraticabile». Tra le fila dell'opposizione c'è invece condivisione per il richiamo della Marcegaglia. Per Cesare Damiano (Pd) «la situazione indecorosa non può continuare» ed è ora «che la politica torni ad occuparsi dei problemi dell'Italia». Anche per Enrico Gasbarra «del braccio di ferro e dei regolamenti dei conti interni al centrodestra, i cittadini, le imprese e i lavoratori non sanno che farsene».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it