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Pescara, 20/04/2026
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Data: 14/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il presidente della Camera querela: «Dal "Giornale" delirio diffamatorio» La replica di Feltri: «Confermo tutto»

ANSEDONIA - È una delle prime attività mattutine di Gianfranco Fini: la lettura dei giornali. Gli vengono portati presto e li sfoglia con molta attenzione. Tra i primi quotidiani, ha letto «il Giornale» che pubblicava in prima pagina altro articolo che lo riguardava. Vi si parla di acquisti di mobili al Centro arredamento Castellucci sull'Aurelia, destinati alla famosa casa di Montecarlo occupata in fitto da Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera. Mobili che avrebbero comprato insieme con la moglie. Squilla più volte il telefono, Fini sente molti dei parlamentari di Futuro e Libertà per l'Italia. Tutti hanno letto l'articolo. Come Carmelo Briguglio, che dice: «Sarebbe ora che questi attacchi mediatici finissero». In ogni telefonata, Fini si sforza di mantenersi calmo, ma pensa a come replicare, nel modo più opportuno. Per questo, chiama subito Fabrizio Alfano, il suo portavoce, con cui è in costante contatto da quando è in vacanza. Concordano poche righe che, alla fine, pur dettate da Fini, vengono firmate dal suo collaboratore. È l'annuncio della querela al «Giornale», con un commento in cui si parla di «delirio diffamatorio». Per poi andare giù in modo più duro: «Feltri ha abdicato ai doveri minimi del giornalista. Pur di denigrare il presidente Fini, propone ricostruzioni fantasiose, basate su improbabili racconti di personaggi anonimi. Così, la calunnia diventa notizia e la realtà un dettaglio trascurabile».
Non solo viene annunciata una querela, per quella che viene definita una «grave diffamazione», ma anche un esposto al consiglio dell'ordine dei giornalisti per «violazione delle regole deontologiche».
Guerra senza esclusione di colpi. Telefonino sempre attivo, tv accesa sui telegiornali, quotidiani aperti, Gianfranco Fini non riesce proprio a rilassarsi, né a dimenticare la lotta politica. Qualche minuto dopo aver dato il via libera alla diffusione del comunicato concordato con Fabrizio Alfano, apprende della replica di Feltri, che conferma quanto pubblicato e annuncia: «Pubblicheremo fatture e testimoni con nomi e cognomi. Fini ha mentito dicendo di non sapere nulla di quella casa, quando ne ha acquistato anche i mobili».
E poi, il direttore del «Giornale» incalza: «A questo punto mi sembra che la querela sia del tutto superflua». Oggi, sul «Giornale», la seconda puntata della notizia sui mobili di Montecarlo, ancora in prima pagina. Mentre dal Centro arredamento diffondono un comunicato di smentita: «Mai trasportato o montato mobili a Montecarlo per conto della Tulliani o del presidente Fini».

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