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Pescara, 20/04/2026
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Data: 15/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gran Sasso, la serrata degli operatori: esercizi a lutto contro il «letargo fatale». Clamorosa protesta: «Ritardi e disinteresse, situazione gravissima»

Bar, alberghi e ristoranti listati a lutto in segno di protesta contro il disinteresse nei confronti del Gran Sasso. Ha del clamoroso la "serrata" di ieri degli operatori della più importante montagna aquilana. Due ore, poco più (dalle 10 alle 12,30), in cui gli esercizi sono rimasti chiusi; un modo per levare un accorato grido d'allarme: «La città deve ripartire dalla montagna, non è un problema dei soli operatori». La storia del Gran Sasso aquilano è a un bivio. Due le questioni aperte: la manutenzione straordinaria della funivia, che rischia di far saltare la prossima stagione sciistica, causando un danno di proporzioni inimmaginabili; la privatizzazione del Centro turistico, che consentirebbe di dare nuova linfa a tutto il complesso, ancora ferma al palo. È per queste ragioni che gli operatori ieri hanno listato a lutto i manifesti affissi sulle vetrini degli esercizi: per loro si tratta di un "Letargo fatale" che rischia di far morire il turismo sulla montagna. «Qualora la funivia non dovesse riaprire in tempo - ha ammonito Ada Fiordigigli -, tenendo in considerazione che ancora sono ignoti i motivi per cui è rimasta chiusa tutta l'estate visto che la revisione scade il 24 dicembre prossimo, non rimarremo indifferenti: siamo stati fortemente penalizzati. Siamo pronti a chiedere i danni. Non facciamo tutto questo per salvare solo Fonte Cerreto e il Gran Sasso: il discorso vale per tutto il territorio. L'intera città deve ripartire dal Gran Sasso». È il Consorzio Gran Sasso 360, a cui fanno riferimento diversi operatori della zona, ad aver promosso la protesta. Il suo presidente, l'avvocato Gianluca Museo, chiarisce i motivi: «Siamo stati dimenticati, c'è disinteresse da parte del Comune e del Centro turistico. Un grido d'allarme disperato». Corredato, per l'occasione, anche da una corposa documentazione con tutti i ritardi e le negligenze che hanno portato la situazione al collasso. Pesa, su tutto, il ritardo sulla privatizzazione del Centro turistico: il sindaco, proprio nei giorni scorsi, ha raccolto l'invito degli operatori e ha annunciato la pubblicazione del bando entro il prossimo 15 settembre. «La funivia non basta - dice la Fiordigigli -. C'è un privato pronto a investire 180 milioni di euro, mille posti di lavoro per gli aquilani». Ieri sono state raccolte oltre 100 firme per "accelerare" l'iter.

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