Il Presidente emerito della Repubblica è morto al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato dal 9 agosto per una crisi respiratoria. Nella notte c'era stato un improvviso peggioramento. Era nato a Sassari il 26 luglio del 1928. Lasciato un testamento con le ultime volontà e quattro lettere personali e riservate ai vertici delle istituzioni.
ROMA. Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga è morto al Policlinico Gemelli alle 13.18. L'ex Capo dello Stato era ricoverato in terapia intensiva dal 9 agosto per una insufficienza cardio-respiratoria, e le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate la scorsa notte.
Dopo il suo ricovero per insufficienza respiratoria nei giorni scorsi le condizioni del senatore a vita avevano fatto registrare un ''progressivo, anche se lento miglioramento'' come attestato dai bollettini medici emessi dal policlinico romano, tanto da consentire una graduale riduzione dei supporti farmacologici. Ma i medici che lo hanno in cura avevano subito precisato che ''la severita' del quadro clinico iniziale impone prudenza nella valutazione della prognosi''.
Nella notte un nuovo peggioramento. Questo l'ultimo bollettino emesso dal Policlinico Gemelli. "Nella notte le condizioni del senatore a vita Francesco Cossiga hanno avuto un repentino e drastico peggioramento delle condizioni circolatorie che ha necessitato la ripresa di tutti i supporti vitali. Allo stato attuale il quadro clinico è di estrema gravità". Poco dopo le 13 l'annuncio del decesso, avvenuto per una crisi cardiocircolatoria.
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ENFANT PRODIGE DELLA POLITICA. Cossiga aveva compiuto 82 anni lo scorso 26 luglio. Sardo di sassari, aveva iniziato la sua carriera parlamentare nel 1958, nelle file della Dc. E' stato, nel 1966, a nemmeno 38 anni, il più giovane sottosegretario alla difesa (terzo governo Moro), quindi nel 1976, a quasi 48 anni, il più giovane ministro dell'interno (quinto governo Moro). E' stato presidente del Consiglio dal 4 agosto 1979 al 18 ottobre 1980 e presidente del Senato dal 1983 al 1985.
L'ASCESA AL COLLE. Nello stesso 1985 Cossiga è diventato l'ottavo Presidente della Repubblica (al primo scrutinio e con ampia maggioranza), carica che ha mantenuto fino all'aprile del 1992, a due mesi dalla scadenza del mandato, quando annunciò le dimissioni con un celebre discorso televisivo. Da allora, in qualità di ex Presidente della Repubblica, ha ricoperto la carica di senatore a vita.
QUATTRO LETTERE AI VERTICI DELLE ISTITUZIONI. Francesco Cossiga ha lasciato un testamento con le sue ultime volontà e quattro lettere personali e riservate ai vertici delle istituzioni. Missive che sarebbero indirizzate dunque al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ai presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al premier Silvio Berlusconi. Il testamento dovrebbe contenere le ultime disposizioni rispetto ai suoi funerali.
FUNERALI IN FORMA PRIVATA. Le esequie si svolgeranno probabilmente nella parrocchia di San Giuseppe a Sassari e non in quella di San Gabriele a Cheremule, come appreso in un primo momento. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Alla piccola chiesa di Cheremule, indicata come la candidata più probabile ad ospitare le cerimonia funebre a carattere strettamente privato, sarebbe stata alla fine preferita quella della parrocchia dove Cossiga andava sempre a pregare quando si recava a Sassari.